Com'è cambiata la ricchezza delle famiglie

Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia
A fine 2017 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 9.743 miliardi di euro. Lo ha comunicato la Banca d'Italia, precisando che le abitazioni hanno costituito la principale forma di investimento delle famiglie e, con un valore di 5.246 miliardi di euro, hanno rappresentato la metà della ricchezza lorda.
Il totale delle passività delle famiglie è risultato pari a 926 miliardi di euro, un ammontare inferiore, in rapporto al reddito, rispetto agli altri Paesi. 
Le attività finanziarie hanno raggiunto i 4.374 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente; tuttavia, la loro incidenza sulla ricchezza netta è risultata inferiore a quella registrata in altre economie.
La ricchezza netta delle famiglie viene misurata come somma delle attività reali (abitazioni, terreni, ecc.) e delle attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (prestiti a breve termine, a medio e lungo termine, ecc.).
Le attività reali (6.295 miliardi di euro) rappresentavano il 59% della ricchezza lorda (totale delle attività) e le attività finanziarie (4.374 miliardi di euro) il restante 41%, a fronte dei 926 miliardi di passività finanziarie.
Tra fine 2016 e fine 2017 la ricchezza netta, valutata ai valori correnti, è aumentata di 98 miliardi di euro (+1%), dopo aver registrato riduzioni nel triennio precedente. L’incremento riflette l’aumento delle attività finanziarie,pari a 156 miliardi di euro (+3,7%), che ha ampiamente compensato la riduzione di 45 miliardi di euro (-0,7%) delle attività reali, in diminuzione dal 2012, e l’aumento delle passività finanziarie di 13 miliardi di euro (+1,4%).
Dal lato finanziario, il risparmio gestito (quote di fondi comuni, riserve tecniche assicurative e fondi pensione) è stato pari al 14% della ricchezza lorda, seguito dai depositi (13%) e dalle azioni e partecipazioni (10%).
Tra il 2005 e il 2011 il peso delle abitazioni sul totale delle attività è salito dal 47% al 54% per poi ridursi negli anni successivi sino al 49% nel 2017. La tendenza alla discesa dei prezzi sul mercato immobiliare residenziale, in atto dal 2012, ha determinato una riduzione del valore medio delle abitazioni e la conseguente contrazione del valore della ricchezza abitativa. La quota complessiva delle attività non finanziarie sul totale della ricchezza lorda di conseguenza è salita dal 57% al 65% dal 2005 al 2011 ed è scesa negli anni seguenti, anche per effetto dell’aumento del valore delle attività finanziarie.
All’interno del portafoglio finanziario si è registrato un aumento del peso sulle attività dei depositi (dal 10% al 13%) mentre si è ridotto il peso di azioni e altre partecipazioni (dal 12% al 10%) e, in misura maggiore, dei titoli (dall’8% al 3%).

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