In Piemonte crollo dei protesti nel 2018 unica pecora nera la provincia di Novara

In Piemonte, l'anno scorso, sono stati contati 19.285 protesti, per un valore complessivo di 16,681 milioni di euro. Cifre nettamente inferiori a quelle del 2017, quando i protesti erano stati 22.116 e il loro valore pari a 23,273 milioni. Le diminuzioni sono rispettivamente del 12,8% e del 28,8%.
A censire l'andamento dei protesti (il protesto è l'atto pubblico con il quale si attesta l'avvenuta presentazione di una cambiale o di un assegno al debitore – il protestato – e il suo rifiuto di pagare o accettare il titolo) sono state Infocamere e Unioncamere.
Dalla disaggregazione dei dati rilevati da Infocamere e Unioncamere emerge, fra l'altro, che è stata
Novara pecora l'unica provincia piemontese che, l'anno scorso, ha avuto un aumento dei protesti, sia come numero (2.029, lo 0,7% in più rispetto al 2017) sia per valore (+ 0,6% a 1,677 milioni di euro). Invece, nel Verbano-Cusio-Ossola i protesti sono cresciuti di numero, essendo risultati 791 a fronte dei 752 del 2017, ma non di valore, sceso a 546,667 euro dai 757.830 dell'anno precedente).
Il calo record dei protesti 2018, però, è della provincia di Biella: -34,7% come numero (sono stati 676) e – 53% per valore (370.446 euro).
Nella provincia di Torino sono stati censiti 10.457 protesti (-14,2%) per il totale di 8,146 milioni di euro (-35,2%), nell'Alessandrino 2.520 (-5,2%) per 2,608 milioni (-5,3%), nell'Astigiano 688 (-21,5%) per 537.249 euro (-26,5%), nel Cuneese 1.496 (-14,6%) per 2,153 milioni (-29%) e nel Vercellese 628 (-25,5%) per 542.211 euro (-43,7%).