Le "rivoluzioni" di Boglione (Basicnet)

Marco Boglione, patron Basicnet
“Sono più utile alla società facendo quello che faccio, l'imprenditore; perciò non entrerò in politica”. “Finché ci sono io, Basicnet resterà a Torino”. “Non sono pentito di essere in Borsa, anzi”. “Nuove acquisizioni? Non nel breve; ma certamente ne faremo ancora e tante”. “Scommetto che la Tav si fa”. “Sono e resto un grande ottimista, anche sull'Europa e sull'Italia”.
Sono alcune delle affermazioni di Marco Boglione, fondatore e patron di Basicnet, durante l'incontro organizzato nella sede della società torinese, quotata a Piazza Affari, dal “Dumse da fé”, movimento spontaneo che riunisce un gruppo di esponenti del sistema locale imprenditoriale, accademico, istituzionale, sociale e delle libere professioni, invitati dall'infaticabile Piero Gola, ogni due lunedì, ad ascoltare l'invitato di turno e poi a discutere il suo intervento (il Dumse da fé non ha statuto, regolamenti, organi, sede, tessere né prevede alcun obbligo per i suoi aderenti).
Boglione ha esordito giustificando il suo inesauribile e incrollabile ottimismo, da imprenditore di prima generazione; ma anche da osservatore obiettivo dell'evoluzione delle condizioni economiche, politiche, sociali, tecnologiche, nel mondo, in Europa, nel nostro Paese. “Cento anni fa, nessuno avrebbe mai potuto nemmeno immaginare che l'umanità avrebbe fatto i progressi che ha fatto e sta facendo, ovunque e in ogni campo. Non si può non essere fiduciosi”.
“Persino l'Europa, una creatura giovane, si sta facendo, sta imparando a diventare grande” ha detto Boglione, aggiungendo subito che non riesce a pensare male neanche dell'Italia di oggi e, in particolare, dell'attuale, singolare, governo, “pur non essendo un grillino”. E' convinto che “in ogni rivoluzione c'è il Dna del progresso. E qualcosa sta incominciando a cambiare, in Italia, “dove, fra l'altro, abbiamo istituzioni democratiche fortissime e non corriamo alcun rischio di deriva”.
Inoltre, secondo lui, non si può non considerare che sull'Ilva è stato ottenuto da Di Maio molto più di ogni più rosea previsione, la Tap (il nuovo maxi-gasdotto) si sta facendo, il ponte Morandi sarà ricostruito da Autostrade, il reddito di cittadinanza, come è stato riarticolato, è giusto e opportuno; “la Tav va fatta e si farà, perché i benefici ci sono; ma per le persone e non per le merci, che non hanno bisogno di viaggiare a 300 all'ora. La Tav è fondamentale per il futuro dell'Europa e dei suoi cittadini”; ma i suoi costi vanno ridistribuiti e fa bene il governo italiano a rinegoziarli per ottenere condizioni migliori”.
L'intervento di Marco Boglione è apparso molto politico, per cui è risultata inevitabile la domanda su una sua eventuale discesa in campo, tra l'altro già ipotizzata in passato. Decisa la sua risposta. “In Italia non mancano politici – ha sottolineato – mancano alcune decine di migliaia di imprenditori come me, che da trent'anni raddoppio il fatturato ogni dieci anni”.
E ha aggiunto: “Anche l'Italia potrebbe raddoppiare il suo Pil, il suo fatturato ogni dieci anni. E' possibilissimo e facilissimo: basta volerlo. Perché abbiamo tutto il necessario: capitali, competenze e risorse che non si esauriscono mai, come il nostro patrimonio artistico, culturale, naturale. I pozzi di petrolio si esauriscono, le nostre risorse caratteristiche no”.
Passando alla sua azienda, Marco Boglione ha ribadito che Basicnet resterà a Torino e in Italia: “ci stiamo bene, ci conviene, ne siamo contenti”. D'altra parte, non è che altrove le condizioni siano molto migliori. “Per esempio, la burocrazia in Francia, in Germania, nel Regno Unito e non solo è uguale se non peggiore di quella italiana”. Certo, in Svizzera è diverso; “ma noi, in passato, abbiamo deciso di restare qui e qui restiamo”.
Come Basicnet resta in Borsa, scelta che ha consentito all'impresa di svilupparsi in vent'anni, proprio come Boglione voleva. “Nessun pentimento, nonostante momenti difficili, come quando Piazza Affari valutava Basicnet molto meno del suo valore reale”.
Infine, le acquisizioni. “Dopo Sebago, nessuna a breve” ha risposto, evidenziando che, in ogni caso, non potrebbe manifestarlo per rispetto delle norme di Borsa. “Però vogliamo acquisire altri marchi, tanti”. D'altra parte, quelli che Basicnet ha rilevato sono considerati “uova d'oro”, che qualcuno vorrebbe vedere “valorizzate”, cioè cedute con ricche plusvalenze.
“Vedono le uova d'oro – ha concluso Marco Boglione – ma la gallina è Basicnet, un'azienda rivoluzionaria: ogni anno, nel mercato globale, vengono venduti 80 milioni di articoli di abbigliamento e calzature con marchi di Basicnet, che non produce direttamente e non ha neppure magazzino. Abbiamo inventato un modo di fare business. E non manca chi ci chiede di attaccare la sua spina a noi”.

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