Borsa: dopo i risultati dei primi nove mesi calo di Prima Industrie, rialzo di Italgas

Gianfranco Carbonato, presidente Prima Industrie
Positivi i risultati di Prima Industrie nei primi nove mesi di quest'anno. Il gruppo torinese leader nel comparto dei sistemi laser destinati alle applicazioni industriali e delle macchine per le lavorazioni della lamiera, oltre che attivo nell'elettronica industriale e nelle tecnologie laser, al 30 settembre ha evidenziato, a livello consolidato, un fatturato di 318,3 milioni (+6% rispetto allo stesso periodo del 2017), un margine operativo lordo di 31,3 milioni (+3,6%) e un utile netto di 14,4 milioni (+19%), la metà dei quali, però, conseguenti alla cessione di Eps, che ha generato proventi non ricorrenti appunto per 7,179 milioni.
E' migliorata anche la posizione finanziaria netta: l'indebitamento netto è sceso a 94,8 milioni dai 103,1 milioni del 30 settembre dell'anno scorso. Sostanzialmente invariato, invece, l'ammontare del portafoglio ordini risultati pari a 188 milioni alla fine dei nove mesi (nel terzo trimestre, ne sono stati acquisiti per 339,5 milioni, una dozzina in meno rispetto al corrispondente periodo precedente).
Il Presidente di Prima Industrie, Gianfranco Carbonato, ha commentato: “Per l’intero esercizio, il Gruppo si attende di confermare la crescita, con una redditività almeno in linea con lo scorso esercizio e un portafoglio ordini stabile rispetto alla chiusura del 2017. La situazione finanziaria, grazie anche al recente rifinanziamento del debito a medio-lungo termine, rimane solida e si prevede per la fine dell’anno un miglioramento dell’indebitamento netto rispetto a quello attuale. Il rallentamento di alcuni mercati e il contesto di generale incertezza al momento non pregiudicano gli obiettivi di redditività per il 2019, basati su driver di crescita che rimangono tuttora validi e sulle azioni di contenimento dei costi intraprese”.
I nuovi risultati di Prima Industrie, che conta circa 1.800 dipendenti, non sono stati premiati dalla Borsa, che oggi, 5 novembre, ha anzi penalizzato il titolo con un ribasso del 2,99% rispetto al prezzo di venerdì.
Il calo di Prima Industrie è risultato il quinto maggiore del listino formato dalle quotate piemontesi. Infatti, riduzioni più alte sono state fatte registrare da Cnh Industrial (-2,44%), Borgosesia (-3,06%), Cdr Advance Capital (-5,49%) e Ki Group (-5.76%), scesa al suo nuovo minimo storico di 1,31 euro.
Al contrario, il gruppo delle cinque piemontesi con i più forti rialzi borsitici odierni è composto da Juventus (+5,29%), la cui azione è tornata sopra l'euro (per la precisione a 1,074); Rcs Mediagroup (+4,23%), Italia Independent (+2,14%), Fidia (+1,48%) e Tecnoinvestimenti (+1,4%).
Comunque, ha chiudere la seduta di Piazza Affari con prezzi superiori a quelli della fine della settimana scorsa sono state anche Astm (+1,14%), Centrale del Latte d'Italia (+1,11), Cir (+1,25%), la torinese Conafi )(+0,4%), Dea Capital (+0,47%), Fca (+1,19%), Fidia (+1,48%), Gedi Gruppo Editoriale (+0,55%), Italgas (+1,35) e Pininfarina (+1,16%).
A proposito di Italgas, ecco i suoi principali risultati dei primi nove mesi del gruppo: ricavi totali per 880,7 milioni (+5,5%), mol di 692,2 milioni (+8,9%), utile netto di 226,4 milioni (+6%), investimenti tecnici per 349,1 milioni, indebitamento finanziario netto al 30 settembre pari a 3,734 miliardi.

Nessun commento: