L'Orso ha sbranato Carige, M&C e Juve nella settimana nera salva solo la Cir

Fabio Innocenzi, neo amministratore delegato Banca Carige
Certamente hanno influito anche i fattori internazionali, come lo scontro sui tassi tra Trump e la Fed; ma il rosso intenso dell'ultima settimana di Piazza Affari si deve soprattutto ai problemi interni dell'Italia, alle sue turbolemze politiche e, in particolare, al nuovo Def che preoccupa la Ue, Draghi e la Bce, l'Fmi, le agenzie di rating, la Banca d'Italia, grandi e piccoli investitori.
Sta di fatto che, venerdì, di tutte le 42 quotate del Nord Ovest unicamente la Cir ha terminato la seduta di Borsa con un prezzo finale superiore a quello di sette giorni prima (+0,65%). Tutte le altre hanno evidenziato un ribasso, dal minimo del 2% della Damiani al massimo del 16,95% della travagliata Banca Carige, la cui guida è appena passata al trio formato da Pietro Modiano (presidente), Lucrezia Reichlin (vice) e Fabio Innocenzi (amministratore delegato).
Nella settimana, undici società del Nord Ovest hanno perso più del 10% del loro valore borsistico: oltre Carige, la M&C di Carlo De Benedetti, la cui azione è precipitata a 0,056 euro, nuovo minimo storico (-15,15%), poi Juventus (-13,19%), Ferrari (-12,9%), Italia Independent (-12,77%), Borgosesia (-11,92%), Pininfarina (-11,58%), Prima Industrie (-11,49%), Bim (-11,1%), Reply (-11,03%) ed Exor (-10,27%).
La Juventus ha pagato anche il caso Ronaldo, la Ferrari le sconfitte su pista e le difficoltà del settore lusso. Comunque, la Ferrari è rimasta sopra i 100 euro per azione (+15% rispetto a fine 2017), la Juve sopra un euro e con la capitalizzazione superiore al miliardo. Con la coppia delle sue sportive, però, sono arretrate anche le altre due controllate di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi: il prezzo dell'azione Fca è sceso sotto i 14 euro (-13,97% rispetto al 5 ottobre) e a 9,664 euro quello di Cnh Industrial (-5,99%).
Con ribassi compresi tra il 5 e il 10% hanno chiuso la settimana Dea Capital (-9,5%), Gedi Gruppo Editoriale (-9,2%), Astm (-8,1%), Tecnoinvestimenti (-7,92%), Biancamano (-7,9%), Ubi Banca (-7,53%), Sogefi (-7,17%), Rcs Mediagroup (-6,83%), Fidia (-6,53%), Iren (-5,7%), Visibilia Editore (-5,7%), Diasorin (-5,59%), Centrale del Latte d'Italia (-5,51%), Renergetica (-5,23%) e Cairo Communication (-5,02%).
A subire cali inferiori al 5%, ma maggiori del 2% della Damiani, sono state Cdr Advance Capital (-4,68%), Orsero (-4,15%), Cover50 (-4,04%), Basicnet (-3,97%), Italgas (-3,74%), Guala Closures (-3,7%), Intesa Sanpaolo (-3,45%), Erg (-3,43%), Cofide (-2,93%), Ki Group (-2,78%), Sias (-2,74%) e Buzzi Unicem (-2,43%).

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