Il debito degli enti pubblici del Piemonte diminuito a 11,75 miliardi a fine giugno

Sergio Chiamparino, presidente
Regione Piemonte
in un ritratto del torinese Benny
Lentamente, ma continua a scendere il debito consolidato delle Amministrazioni locali piemontesi. Il fenomeno emerge dai dati appena pubblicati dalla Banca d'Italia, secondo la quale l'indebitamento pubblico del Piemonte, al 30 giugno scorso, ammontava a 11,754 miliardi, quindi 32 milioni in meno rispetto al 31 dicembre. La riduzione, però, appare più significativa se si considera che il debito consolidato degli enti pubblici piemontesi era di 12,630 miliardi a fine 2016, 13,520 miliardi due anni prima e 15,636 miliardi al 31 dicembre 2012.
Ma, quello delle Amministrazioni pubbliche piemontesi resta il secondo debito pubblico regionale più pesante in assoluto in Italia, preceduto solo dai 14,362 miliardi del Lazio, che, tuttavia, ha 1,6 milioni abitanti in più. Non solo: il debito pubblico piemontese è pari al 13,37% degli 87,909 miliardi di tutte le Amministrazioni locali italiane.
Comunque, l'analisi di Banca d'Italia per strumenti, evidenzia che il debito pubblico piemontese al 30 giugno è costituito per 859 milioni da titoli emessi in Italia e per 1,942 miliardi da titoli emessi all'estero; per 8,826 miliardi da prestiti ottenuti da Ifm - istituzioni finanziarie monetarie residenti, a partire dalle banche, oltre che dalla Cdp – Cassa depositi e prestiti. Infine, 122 milioni si devono ad altre passività.
Dalla stessa Banca d'Italia, emerge che le Amministrazioni locali del Piemonte mantengono il record nazionale delle perdite potenziali conseguenti a operazioni in derivati finanziari contratti con banche operanti nel nostro Paese.
Al 30 giugno appena passato, infatti, ammonta a 413 milioni il valore di mercato negativo per le sette amministrazioni locali piemontesi coinvolte in operazioni di derivati finanziari, somma pari al 37% della perdita potenziale di 1,116 miliardi dei 114 enti locali italiani sottoscrittori di questi prodotti. In ogni caso, si parla di perdita potenziale perché l'esborso si determinerebbe per l'ente soltanto se il contratto venisse chiuso al momento della rilevazione, in questo caso appunto se fosse stato chiuso il 30 giugno.

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