Export dei distretti industriali piemontesi aumentato più della media nazionale

Cristina Balbo, direttore regionale Intesa Sanpaolo
per l'area Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta
Nel primo semestre 2018, i distretti piemontesi hanno registrato un aumento del 3,1% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, un dato superiore alla media dei distretti italiani (+2,8%). Lo si legge nell'ultimo rapporto dedicato di Intesa Sanpaolo, dove però viene aggiunto subito che “il risultato positivo del semestre è dovuto principalmente alle buone performance conseguite nei primi tre mesi dell’anno; infatti, concentrandosi sul solo secondo trimestre 2018 risulta evidente la lieve flessione delle esportazioni dei distretti piemontesi, diminuite dello 0,7% (corrispondente a 16 milioni di euro)”.
Nel secondo trimestre, infatti, l'export dei distretti industriali piemontesi è stato di 2,204 miliardi di euro, a fronte dei 2,220 miliardi del corrispondente periodo 2017. In particolare, ecco il valore delle esportazioni dei singoli distretti dall'inizio di aprile alla fine di giugno: Oreficeria di Valenza 660 milioni, Tessile di Biella 389, Rubinetteria e valvolame del Cusio e Valsesia 359, Vini di Langhe, Romeo e Monferrato 332, Dolci di Alba e Cuneo 169, Caffè, confetterie e cioccolato del Torinese 130, Frigoriferi industriali di Casale Monferrato 67, Riso di Vercelli 45, Nocciola e frutta piemontese 35, Macchine tessili di Biella 30, Casalinghi di Omegna 14.
Per la prima volta, dopo due anni, i distretti piemontesi hanno registrato un risultato trimestrale negativo e sotto la media dei distretti italiani, che nel complesso hanno visto aumentare le esportazioni del 3,1% tra aprile e giugno. Sul risultato regionale ha pesato molto il calo di export dell’Oreficeria di Valenza, escludendo la quale, l’andamento delle esportazioni dei distretti industriali piemontesi sarebbe stato migliore: +5,2% considerando l’intero primo semestre 2018 e +6,9% considerando il solo secondo trimestre.
Degli undici distretti piemontesi, nel secondo trimestre 2018, sei hanno registrato esportazioni in aumento: i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato (+20,2%); i Dolci di Alba e Cuneo (+15,4%); i Frigoriferi industriali di Casale Monferrato (+7,4%), il Tessile di Biella e il Riso di Vercelli (+ 3,3%), la Rubinetteria e il valvolame di Cusio-Valsesia (+1,8%).
Sostanziale stabilità sé stata rilevata per le esportazioni di Caffè, confetterie e cioccolato torinese (-0,5%); negativo, invece, il distretto della Nocciola e frutta piemontese (-4,3%). Export in calo ancora più marcato per i Casalinghi di Omegna (-7,4%), per l’Oreficeria di Valenza (-18,6%) e per le Macchine tessili di Biella (-27,3%).
Il distretto orafo di Valenza richiede una trattazione articolata, dal momento che il suo andamento particolarmente negativo in valore (-123 milioni di euro, quasi interamente attribuibili alla Francia). Il calo di export di Valenza non rappresenta un indebolimento del distretto, bensì un fenomeno di normalizzazione rispetto al balzo di 176 milioni di euro di export verso la Francia verificatosi nel secondo trimestre 2017.
L’analisi per mercato di sbocco evidenzia un quadro a luci e ombre. Le esportazioni dei distretti piemontesi sono cresciute dell’1,2% verso i nuovi mercati, mentre hanno segnato un arretramento dell’1,4% verso i mercati tradizionali, principalmente a causa del calo delle esportazioni dell’Oreficeria di Valenza in Francia. Al netto dei rapporti commerciali con la Francia, infatti, la variazione percentuale tendenziale delle esportazioni dei distretti industriali piemontesi nel secondo trimestre 2018 verso i mercati maturi è stata pari a +7,6%.
La Svizzera è stato il mercato verso il quale le esportazioni sono cresciute di più (+31 milioni di euro); a seguire Regno Unito (+23 milioni di euro), Germania (+13 milioni di euro), Canada (+10 milioni di euro), Polonia, Belgio, Australia e Russia.
Cristina Balbo, direttore regionale di Intesa Sanpaolo per l'area Piemonte -Valle d’Aosta-Liguria, ha commentato: «Il Piemonte conferma la propria vocazione all’esportazione, sostenuta anche grazie alle molte eccellenze distrettuali. Nei primi sei mesi dell’anno, nonostante un contesto complicato e pur in presenza di qualche fisiologico assestamento, l’export dei distretti piemontesi è, complessivamente, in territorio positivo. Sei distretti, sugli undici tradizionali, hanno registrato esportazioni in aumento”.
La top manager di Intesa Sanpaolo ha aggiunto: “Anche per la seconda parte dell’anno, le prospettive sono favorevoli. In questi anni, investimenti, innovazione e proiezione internazionale hanno fatto la differenza nello sviluppo delle nostre imprese. Per questo, Intesa Sanpaolo punta a consolidare il proprio ruolo di partner del mondo produttivo, certamente attraverso il credito, ma anche con iniziative volte a rafforzare la capitalizzazione delle aziende, l’innovazione, l’internazionalizzazione”.
Dimostriamo con i fatti di poter essere un fattore abilitante per la politica industriale del nostro Paese: nella prima metà di quest’anno, il Gruppo Intesa Sanpaolo – ha aggiunto Cristina Balbo - ha erogato oltre 25 miliardi di euro di nuovo credito a medio lungo termine per famiglie e imprese, riportando in bonis 8.000 aziende. Nei primi 9 mesi del 2018, il volume dei regolamenti internazionali intermediati dalla nostra banca in Piemonte è cresciuto in maniera sensibile (+900 milioni circa, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), con incrementi significativi sia dell’operatività originata da imprese appartenenti ai nostri distretti, in particolare della meccanica e dell’agroalimentare, sia di quella posta in essere da imprese extra-distrettuali, che si caratterizzano per prodotti innovativi e di altissima qualità”.

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