In Piemonte i protesti calati dell'8,6%

Calano i protesti, in tutto il Piemonte. E non poco. Il fenomeno è stato rilevato da Infocamere-Unioncamere, che dal primo giorno di gennaio all'ultimo di ottobre dell'anno appena passato ne ha contati in regione 15.300, l'8,6% in meno rispetto al corrispondente periodo del 2018.
In particolare, ecco quanti sono stati, per provincia (tra parentesi nel gennaio-ottobre 2018): Alessandria 1.831 (2.192), Asti 694 (576), Biella 542 (588), Cuneo 1.154 (1.330), Novara 1.699 (1.705), Torino 8.163 (9.164), Verbania 564 (659), Vercelli 653 (523).
In Piemonte, i protesti sono diminuiti non soltanto di numero ma anche di importo. In questo caso, però, una provincia fa eccezione: quella del Verbano-Cusio-Ossola, dove il valore complessivo dei protesti dei primi dieci mesi del 2019 è stato di 515.679 euro, somma superiore del 9% rispetto allo stesso periodo precedente.
Comunque, il valore complessivo dei protesti in Piemonte dall'inizio di gennaio alla fine di ottobre dell'anno scorso è sceso sotto i dieci milioni di euro, facendo registrare un calo del 31,8% rispetto al periodo gennaio-ottobre 2018. Per la precisione, il totale è risultato di 9.998.566 euro.
Ed ecco i dati per le singole province: Alessandria 1.441.837 (-39,2%), Asti 438.597 (-8,3%), Biella 208.434 (-33,1%), Cuneo 837.912 (-56.6%), Novara 931.836 (-34,8%), Torino 5.264.683 (-73,3%),
Vercelli 359.578 (-16,3%).
La riduzione percentuale più consistente si è avuta nella provincia di Torino.

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