Banca del Piemonte sale in Banca d'Italia comprate altre 200 quote per 5 milioni


Camillo Venesio, ad e dg
Banca del Piemonte
Il Consiglio di amministrazione di Banca del Piemonte ha deliberato l’acquisizione di altre 200 quote del capitale di Banca d’Italia con un investimento di 5 milioni di euro. In seguito a questa operazione, la partecipazione complessiva di Banca del Piemonte al capitale della Banca d’Italia passa a 400 quote, per un investimento di 10 milioni di euro.
A vendere all'istituto torinese guidato da Camillo Venesio, amministratore delegato e direttore generale, sono state Intesa Sanpaolo per 117 quote, UniCredit per 62 quote, Generali Italia per 21 quote.
Banca del Piemonte è una delle banche più patrimonializzate in Europa, con un Common Equity Tier 1 (Cet1) consolidato del 15,8%. Questa forza patrimoniale consente tra l’altro selettivi investimenti con un orizzonte di medio lungo termine. E la partecipazione in Banca d'Italia, fra l'altro, è molto redditizia: l'anno scorso, l'istituto con Ignazio Visco governatore ha dichiarato un utile netto di di 6,240 miliardi (3,895 l'anno precedente), così che ha potuto erogare allo Stato 5,710 miliardi e 340 milioni agli altri soci partecipanti, come dividendo (possono essere remunerate soltanto le singole quote inferiori al 3% del capitale).
Banca del Piemonte è una storica banca privata e indipendente di origine torinese (nata nel 1912), che fa capo alla famiglia Venesio, attiva direttamente nell'impresa con esponenti di terza e quarta generazione. Opera con una cinquantina di filiali in Piemonte e a Milano, nel Corporate e Private banking, nel Wealth management e nel Commercial banking. Conta circa 500 dipendenti. Al 31 dicembre 2018, le attività finanziarie della clientela ammontavano a 3,8 miliardi.

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