Andrea Greco e Tombari: "Fondazioni 3.0 da banchieri a motore di nuovo sviluppo"

Da oggi, 5 febbraio, è in libreria “Fondazioni 3.0”, il libro di Andrea Greco e Umberto Tombari, che ha come sottotitolo “Da banchieri a motore di un nuovo sviluppo” (Bompiani). Opera che cerca di spiegare cosa sono le Fondazioni di origine bancaria, oggetto misterioso e spesso poco conosciuto ai non addetti ai lavori; ma, allo stesso tempo, prova a immaginare il ruolo che questi “corpi intermedi” possono e dovrebbero svolgere nel futuro del Paese.
In questa prospettiva sono analizzati gli esiti del tortuoso percorso normativo che ha interessato le Fondazioni, cercando le migliori pratiche da adottare in tutto il settore, che ha avanguardie solide e avanzate, a fianco di enti che fanno più fatica a cogliere le sfide del presente.
L’iniziale compito di consentire la privatizzazione delle banche e restituire ai territori d’origine un po’ del valore accumulato dagli istituti in decenni, appare in buona parte svolto. Anche se il processo è avvenuto con tutta la fatica che ha contraddistinto questi dieci anni di crisi bancarie e ribassi borsistici e di dialettica con politica e legislatori per trovare un assetto stabile nella normativa e nel rapporto con i governi di turno.
Nel contesto attuale - con l’Italia che si è impoverita rispetto al resto d’Occidente e degli emergenti e dove la struttura sociale si sfalda, come il mandato tra elettori ed eletti - una modernizzazione delle Fondazioni potrebbe dare al Paese nuovi centri di “progettualità” e forti “motori di sviluppo” del tessuto economico e sociale.
Non solo: le Fondazioni stanno sempre più agendo – e molto di più potrebbero fare nel futuro - come “ancore della democrazia” (definizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella), protagoniste tra i corpi intermedi, capaci di evitare la deriva del paese, stabilizzando valori, prassi e iniziative feconde per il tessuto socio-economico locale.
Il libro, scritto in forma di saggio e con la prefazione di Giuseppe Guzzetti (per vent’anni leader carismatico dell’ente Cariplo e dell’associazione Acri tra 87 Fondazioni), si compone di quattro parti. “La prima esplora rapporti e prospettive con i territori d’elezione, sempre più bisognosi di risorse, sia per entità sia per qualità. Per questo – spiegano gli autori - abbiamo illustrato da un lato il crescente utilizzo degli investimenti d’impatto (esemplificati da otto “progetti pilota” innovativi che abbiamo selezionato, descritto e valutato nella realizzazione e nei preliminari esiti); da un altro la necessità crescente, di aumentare le forme di collaborazione tra enti, molti dei quali per sopravvivere dovranno unire le forze con integrazioni societarie e progetti comuni, anche a livello internazionale”.
Il Capitolo II esamina il patrimonio gestito e le erogazioni delle Fondazioni, anche per far capire al lettore la potenzialità di questi soggetti e perché queste risorse non debbono perdersi a fronte di un contesto in cui la difesa dei 40 miliardi di euro delle associate all’Acri si fa sempre più sfidante Le Fondazioni sono comunque ancora il primo investitore istituzionale del Paese e nel Paese, con metà del loro patrimonio aggregato investito nell’economia reale, con ambiti di chiara supremazia come il settore finanza e le startup innovative.
Purtroppo, in una fase complessa per investitori di questo tipo – date le difficoltà attraversate dal comparto creditizio domestico e più in generale la volatilità dei listini e i tassi sottozero – è difficile conservare il patrimonio e ottenerne i rendimenti per garantire la connessa attività istituzionale, che da un ventennio comunque destina in media un miliardo di euro l’anno alle erogazioni gratuite, attraverso selezioni di progetti del Terzo settore che sottendono scelte di valori, quindi “politiche”. Il Capitolo III inquadra una serie di “Sfide del sistema Fondazioni”, per renderne sempre più efficace l’azione. “Ci riferiamo – dicono gli autori - agli investimenti nelle banche “conferitarie” o in altre imprese rilevanti, tra cui la Cassa depositi e prestiti, al ruolo dell’Acri come interlocutore del governo e delle forze politiche e istituzionali e, più in generale, a cosa può essere fatto per fare delle Fondazioni uno strumento della rinascita di questo Paese.
Conclude il libro l’Appendice, che contiene una ricostruzione storica ragionata, un glossario normativo e una essenziale bibliografia.
Andrea Greco è giornalista di “la Repubblica” dove lavora dal 2001 e dal 2016 come inviato, sui temi di finanza, risparmio, energia. Premio “Giornalista dell’anno” di State Street 2013, premio Franco Giustolisi “Giustizia e verità” 2016. Tra le sue pubblicazioni: Lo Stato Parallelo. La prima inchiesta sull’Eni tra politica, servizi segreti, scandali finanziari e nuove guerre. Da Mattei a Renzi (con Giuseppe Oddo, 2016); Banche impopolari (con Franco Vanni, 2017).
Umberto Tombari è professore ordinario di Diritto Commerciale nell’Università di Firenze e svolge la professione di avvocato esperto in diritto societario e commerciale. È stato presidente della Fondazione Cr Firenze e vice presidente di Acri. Tra le sue pubblicazioni: Diritto dei gruppi di imprese (2010); “Potere” e “interessi” nella grande impresa azionaria (2019)

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