Università,Torino si allea con 5 europee

L'Università di Torino ha presenta “UniTA Universitas Europea”, un’alleanza tra sei università per sviluppare iniziative a sostegno della sostenibilità, della formazione, dei giovani e dello sport. Il rettore Stefano Geuna ha illustrato i contenuti preliminari del progetto inserito nell'ambito del programma della Ue Erasmus+ 2020 - Key action 2, promosso dalla Commissione Europea.
Le cinque università che formano l'alleanza con UniTo sono Universidade Beira Interior (Portogallo), Université de Pau et des Pays de l'Adour (Francia), Université Savoie Mont Blanc (Francia), Universitatea de Vest din Timișoara (România) e Universidad de Zaragoza (Spagna).
I gruppi di lavoro hanno collaborato alla stesura collettiva del progetto, che sarà depositato il 26 febbraio, per la valutazione della Commissione europea.
Collegate da una immaginaria linea geografica che attraversa da ovest a est la regione centro-meridionale d’Europa, le università coinvolte sono caratterizzate da aspetti comuni che conferiscono una forte identità, quali l’appartenenza a un’area linguistica e culturale comune, la collocazione in territori montani e transfrontalieri, il forte legame con aziende e istituzioni del territorio. Tra i temi centrali anche quello della sostenibilità: alla presentazione del progetto ha preso parte anche il movimento Fridays for Future di Torino, con cui UniTo collabora a un ciclo di incontri sul riscaldamento climatico.
Nel progetto UniTA – ha sottolineato Marcella Costa, vicerettrice dell'Università di Torino alla Didattica internazionale – c’è anche l’obiettivo ultimo di raggiungere il 50% di laureati con un’esperienza di mobilità nelle università europee. Finora Torino ha il 15%, il raggiungimento del 50% è un programma di medio-lungo termine. Ci saranno nuove azioni nel periodo 2021-27, proposte dall’Europa, per provare a raggiungere questo obiettivo attraverso la mobilità mista, cosiddetta blended mobility, che prevede un periodo più breve di permanenza nelle università europee affiancato a un periodo di mobilità virtuale una volta rientrati a casa”.

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