Esportazioni di micro e piccole imprese Novara e Cuneo tra i campioni di crescita nei primi nove mesi dell'anno scorso

Giorgio Felici, presidente
Confartigianato Piemonte
Nei primi nove mesi del 2019, in Italia, l’export dei comparti a maggiore concentrazione di micro e piccola impresa (mpi) è cresciuto del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2018. Lo ha comunicato la Confartigianato, sottolineando che tale dinamica è più intensa della crescita delle esportazioni manifatturiere complessivamente considerate, che, nello stesso periodo, hanno segnato un aumento del 2,1% e anche della performance (+3,1%) del made in Italy di mpi. Tra i maggiori mercati si osserva un sensibile aumento dell’export per Svizzera (+32,9%), Giappone (+10,5%) e Stati Uniti (+10,4%). Trend positivo anche per la Francia (+5,1%) e Regno Unito (+3,6%), mentre sono in territorio negativo Spagna (-1,3%) e Germania (-0,7%).
Dall’analisi territoriale, emerge che tra le 13 principali regioni esportatrici di prodotti dei settori di mpi, ciascuna con una quota maggiore o uguale all’1,0% del totale nazionale – la dinamica dei primi nove mesi del 2019 migliora in cinque regioni se confrontata con quella dello stesso periodo del 2018 e cioè per Toscana (+19,6%) , Piemonte (+3,7%), Friuli-Venezia Giulia (+4,4%), Trentino-Alto Adige (+3,7%) e Lazio (+3,1%).
A livello provinciale, tra le trentaquattro principali province esportatrici di prodotti dei settori di mpi – anche in questo caso, ciascuna con una quota sul totale nazionale maggiore o uguale all’1,0% – si rileva, tra quelle con una crescita superiore alla media nazionale, un intenso incremento per Firenze (+47,3%), seguita da Novara (+14,8%), Piacenza (+13,4%), Arezzo (+8,5%), Pordenone (+8,4%), Parma (+6,8%), Roma (+6,4%), Belluno (+5,9%), Milano (+5,3%) e Cuneo (+5,2%).
L'incremento di Torino è stato dell'1,3%, mentre la provincia di Biella ha registrato il calo del 3,7%.

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