Servizi giudiziari delocalizzati nei Comuni

Prim incontro pubblico, nell’aula magna del Palazzo di Giustizia di Torino, sul progetto "Uffici di Prossimità", rivolto ai Comuni e alle Unioni di Comuni interessati alla manifestazione di interesse bandita dalla Regione Piemonte per candidarsi a ospitarne uno. A disposizione ci sono circa 3,3 milioni di euro fino al 2023.
L'obiettivo è fare del Comune un luogo di prima accoglienza, di ascolto, di orientamento e supporto per i soggetti più fragili e di collegamento diretto con gli uffici giudiziari competenti. Si potrà, a titolo esemplificativo, orientare e informare sugli istituti di protezione giuridica (tutele, curatele, amministrazioni di sostegno); disporre della modulistica adottata dagli uffici giudiziari di riferimento; dare supporto alla predisposizione degli atti che le parti (e gli ausiliari del giudice) possono redigere senza l’ausilio di un legale; inviare atti telematici agli uffici giudiziari; fornire consulenza sugli istituti di protezione giuridica.
L’attivazione di questi uffici, infatti, consente di delocalizzare alcune attività prima eseguibili esclusivamente negli uffici giudiziari e di integrare la rete dei servizi a tutela specialmente delle fasce deboli. Dal punto di vista del sistema giudiziario, sono sportelli decentrati, che, grazie al personale comunale, permettono ai cittadini di avere un riferimento vicino al luogo dove vivono e di usufruire di un servizio completo di orientamento e di consulenza.
Si tratta di un progetto di grande interesse - ha dichiarato Fabio Carosso, il vicepresidente e assessore agli Enti locali della Regione Piemonte - e sono felice di sapere che ci sono molti Comuni interessati. Evitare lo spopolamento dei paesi, soprattutto, nelle Terre Alte, è una nostra priorità, perché solo così si cura e si conserva il territorio. È quindi importante mantenere o creare nuovi servizi come questi, che non costringano chi abita in un piccolo paese a fare tanti chilometri per pratiche che oggi, grazie alla telematica, possono essere sbrigate tramite computer”.
Attualmente in Piemonte sono attivi tre Uffici di Prossimità: nell’Unione dei Comuni di Moncalieri-Trofarello-La Loggia, a Pinerolo e a Susa.
La riforma della geografia giudiziaria ha consentito una razionalizzazione delle risorse del sistema giustizia, ma ha contemporaneamente ridotto la presenza di uffici sul territorio, acuendo, peraltro, la pressione su quelli che sono stati mantenuti. Per assicurare, comunque, una “giustizia di prossimità” il ministero ha finanziato, grazie anche all’utilizzo del Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di Sviluppo regionale (Fesr), un progetto complesso, diretto soprattutto alle “fasce deboli”, alla cui costruzione la Regione Piemonte sta lavorando insieme con la Liguria e la Toscana.

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