Scenario catastrofico per le banche italiane

Da qualche giorno in banca non si parla d’altro e cioè dell’apocalittico scenario disegnato dalla Oliver Wyman, società leader nella consulenza manageriale, che ha appena diffuso un report dal titolo già di per sé eloquente: “Banche italiane su un piano inclinato“.
Perché inclinato? Risponde Firstonline, l'autorevole giornale web di economia e finanza guidato da Ernesto Auci e Franco Locatelli: “Perché tutto, in questo momento,sembra congiurare contro le banche: i tassi negativi, che strozzano il margine di interesse e affondano la redditività; l’incertezza e la complessità regolamentare,che impone requisiti patrimoniali sempre più alti; la concorrenza del Fintech e dei giganti di Internet nell’offerta di servizi bancari e finanziari ad alto valore aggiunto”.
Risultato: o le banche cambiano in fretta il loro business model puntando sull’innovazione digitale e sulla drastica riduzione dei costi o molte, tra le banche italiane, rischiano di uscire di scena.
I numeri sono impietosi- aggiunge Firstonline - secondo Oliver Wyman, per mantenere l’attuale redditività del capitale, le banche italiane dovranno, nei prossimi cinque anni, tagliare 70 mila dipendenti e 7 mila filiali, che corrispondono a una riduzione dei costi di 5 miliardi di euro.
Se poi le banche italiane volessero “raggiungere un livello di remunerazione del capitale in linea con le altre banche europee (intorno all’8%), la base costi dovrebbe essere ridotta di ulteriori 5 miliardi euro“.
In tutto, tagli per 10 miliardi per mettersi al pari con l’Europa e urgente cambio di paradigma per contrastare l’offensiva delle neo-banks e dei competitor europei. “In altre parole – conclude Firstonline-  o le banche italiane evolvono rapidamente verso il credito 2.0 o nessuno le salverà dal baratro”.

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