Quasi 14.000 i cassintegrati in Piemonte Cortese (Uil): cresce la Cig straordinaria

Gianni Cortese, Segretario generale Uil Piemonte
Dopo il boom di settembre (+229,3% rispetto allo stesso mese del 2018), la cassa integrazione in Piemonte in ottobre è ancora aumentata, ma a un tasso decisamente più contenuto (+3,17%) e, fra l'altro, molto inferiore alla crescita di tutta l'Italia, che è stata del 35,35%.
Che il ricorso alla Cig, quest'anno, in Piemonte sia meno accentuato della media nazionale lo conferma anche il dato relativo ai primi dieci mesi: in regione le ore autorizzate sono aumentate dello 0,32%. mentre la crescita italiana è stata del 18,3%. Comunque, il Piemonte resta la seconda regione più cassintegrata con 23,660 milioni di ore nei primi dieci mesi, preceduta solo dalla Lombardia (32,848 milioni). Terza è la Campania con 20,650 milioni.
Nei primi dieci mesi dell’anno, la media mensile dei lavoratori piemontesi tutelati è stata di 13.918, in aumento di 45 unità rispetto al periodo gennaio-ottobre 2018.
Le province piemontesi hanno fatto registrare il seguente andamento: Biella +249,9%, Novara +32,2%, Torino +16,7%, Vercelli -6,6%, Alessandria -11,5%, Verbania -58,1%, Cuneo -60,9%, Asti -62,6%. Torino, con 15.947.624 ore, ha il primato nelle richieste in Italia, davanti a Roma, Napoli e Taranto.
Nella regione, la variazione percentuale delle ore di cassa integrazione per settori produttivi, nel confronto tra i primi dieci mesi del 2019 e del 2018, è stata la seguente: Industria +5,4%, Edilizia -42,7%, Artigianato -85,8%, Commercio -31%, per un totale di +0,3%.
Gianni Cortese, segretario generale della Uil Piemonte, ha commentato: “Mese dopo mese, i dati della cassa integrazione confermano che in Piemonte non si registrano miglioramenti dello stato di salute del sistema produttivo. Preoccupa, in particolare, il costante aumento delle richieste di cassa integrazione straordinaria, a testimonianza dello stato di crisi e, in parte, di riorganizzazione di molte aziende. Come rilevano i dati negativi delle esportazioni piemontesi, il settore tessile e quello dell’auto risultano particolarmente coinvolti”.

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