Per le blue chip "piemontesi" 2019 d'oro sul podio dei rialzi Ferrari, Diasorin e Exor un anno no per la coppia di Urbano Cairo

Urbano Cairo con un giovane tifoso del "Toro"
Delle 40 società negoziate in Piazza Affari che fanno capo al Piemonte, per diverse ragioni (perché vi hanno la sede legale o amministrativa, oppure perché è piemontese l'azionista di riferimento o, ancora, per l'origine storica), soltanto dodici hanno chiuso il 2019 con una quotazione inferiore a quella dell'ultimo giorno borsistico del 2018. E due di queste sono controllate dall'alessandrino-milanese Urbano Cairo, fra l'altro patron del Torino Calcio. Infatti, il prezzo finale della Cairo Communication è stato di 2,715 euro (3,425 euro il 28 dicembre 2018) e di 1,008 euro quello di Rcs Media Group (1,152 euro).
Le altre piemontesi che hanno finito l'anno in rosso sono Bim, Borgosesia, Centrale del Latte d'Italia, Cdr Advance Capital, Cover50, Italia Independent, Ki Group, Pininfarina, Prima Industrie e Visibilia Editore.
Per quanto riguarda, invece, le subalpine che hanno terminato il 2019 con una quotazione superiore a quella di 12 mesi prima, partendo dalle blue chip, emerge che l'incremento maggiore è stato della Ferrari (+70,4%), con Diasorin sul secondo gradino del podio (+63,2%) ed Exor (+60,9%) sul terzo. Seguono, nell'ordine: Buzzi Unicem (+49,4%), Cnh Industrial (+24,7%), Intesa Sanpaolo (+21,1%), Juventus (+17,4%), Ubi Banca (+15%), Italgas (+9%) e Fca (+4%).
Non appartengono al listino Ftse Mib, quello delle 40 principali quotate alla Borsa di Milano, ma sono comunque big e hanno avuto buone performance, rispetto a fine dicembre 2018, Reply (+57,6%), Astm (+54,2%), Iren (+31,8%), Autogrill (+26,8%), Sias (+23,9%), Cofide (+18,2%), Cir (+17,1%), Dea Capital (+17%), Sogefi (+11,7%).
Nel 2019, sono entrate in Borsa la Sanlorenzo del torinese Massimo Perotti, la Pattern e la novarese Matica Fintec; mentre ne sono uscite la Damiani di Valenza Po e la M&C di Carlo De Benedetti, precedute, a fine 2018, dalla Vittoria Assicurazioni della famiglia Acutis.
Comunque, ecco, di seguito, per tutte le quotate “piemontesi” i prezzi delle rispettive azioni ordinarie al 29 dicembre 2019 e, tra parentesi, al 28 dicembre 2018: Astm 26,96 (17,48), Autogrill 9,33 (7,36), Bim 0,117 (0,1642), Basicnet 5,20 (4,43), Borgosesia 0,466 (0,59), Buzzi Unicem 22,45 (15,025), Cairo Communication 2,715 (3,425), Cdr Advance Capital 0,0005 (0,636), Centrale del Latte d'Italia 2,42 (2,73), Cnh Industrial 9,79 (7,848), Cir 1,088 (0,929), Cofide 0,548 (0,4635), Conafi 0,305 (0,245), Cover50 9,70 (9,80), Dea Capital 1,46 (1,248), Diasorin 115,40 (70,70);
Exor 69,08 (42,96), Ferrari 147,90 (86,78), Fca 13,194 (12,682), Fidia 3,80 (3,39), Gedi 0,457 (0,347), Guala Closures 7,28 (5,78), Intesa Sanpaolo 2,3485 (1,9398), Iren 2,762 (2,096), Italia Independent 1,57 (1,99), Italgas 5,444 (4,996), Juventus 1,247 (1,062), Ki Group 0,64 (1,25), Matica Fintec 1.846, Pattern 4,45, Pininfarina 1,632 (2,27), Prima Industrie 16,40 (17,20), Rcs Media Group 1,008 (1,152), Reply 69,45 (44,08), Sias 14,94 (12,06), Sanlorenzo 15,974, Sogefi 1,598 (1,431), Tinexta 11,60 (6,25), Ubi Banca 2,912 (2,533) Visibilia Editore 0,344 (1,70).
Exor, Fca, Ferrari, Cnh Industrial e Juventus fanno capo alla famiglia Agnelli-Elkann-Nasi; Cofide, Cir, Gedi Gruppo Editorial e Sogefi alla Fratelli De Benedetti, figli di Carlo; Astm e Sias alla famiglia Gavio di Tortona; a Urbano Cairo la Cairo Communication e Rcs Media Group a Urbano Cairo; Borgosesia e Cdr Advance Capital al biellese Mauro Girardi; Dea Capital alla famiglia novarese Boroli-Drago; Buzzi Unicem alla famiglia Buzzi di Casale; Basicnet a Marco Boglione; Vcover50 alla famiglia torinese Fassino; Diasorin a Gustavo Denegri; Reply alla famiglia Rizzante; Italia Independent a Lapo Elkann; Fidia a Giuseppe Morfino; Conafi a Nunzio Chiolo; Visibilia Editore alla cuneese Daniela Santanchè.

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