Cresce il mercato del credito al consumo mentre diminuiscono i mutui per la casa

Nei primi nove mesi del 2019, le erogazioni di credito al consumo hanno continuato a crescere, confermando il ritmo registrato lo scorso anno, in linea con l’evoluzione dei consumi di beni durevoli delle famiglie. Il mercato è stato trainato dai finanziamenti finalizzati, in particolare da quelli destinati all'acquisto di altri beni e servizi, appartenenti a settori quali arredo, elettronica ed elettrodomestici, impianti “green” e beni per l'efficientamento energetico della casa, spese mediche, palestre e tempo libero. La crescita è stata del +13.6%, in accelerazione rispetto al 2018.
Nello specifico sono i finanziamenti destinati ad acquisti di elettrodomestici ed elettronica di consumo a mostrare la crescita più elevata (+21.4%), grazie anche all'impulso proveniente da nuovi accordi tra enti eroganti e dealer, nella forma di linee di credito rateali/rotative e promozioni.
Hanno registrato un aumento del 7,2% anche le erogazioni di prestiti per
arredamento, potendo contare sulle agevolazioni fiscali per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico. Seppur a un ritmo leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, sono cresciuti anche i prestiti destinati all'acquisto di autoveicoli e motocicli erogati dai concessionari (+7.6%, contro il +9.3% del 2018).
Le erogazioni di
prestiti personali nei primi nove mesi del 2019 hanno replicato la crescita del 201 (+5%), sostenuta dai nuovi prestiti. Le operazioni di refinance (contratti erogati per rimodulare il finanziamento con lo stesso istituto o per sostituire uno o più prestiti già in essere presso altri istituti) hanno invece rallentato la crescita.
Le erogazioni tramite
carte opzione/rateali hanno evidenziato un incremento del+7.0%. Nello specifico, la performance riflette quella delle carte opzione, alle quali fa riferimento la maggioranza dei flussi transati, che tuttavia sono utilizzate prevalentemente in modalità a saldo. Appena un sesto dei flussi da esse veicolati fa riferimento a utilizzi rateizzati.
Infine, i
finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione mostrano nei primi nove mesi dell’anno una crescita del +2.6%, un ritmo più contenuto rispetto a quello segnato negli ultimi anni. L’andamento riflette il calo delle erogazioni ai dipendenti pubblici, che rappresentano circa un terzo dei flussi totali del comparto, l’evoluzione appena positiva dei finanziamenti verso i dipendenti privati e il buon incremento delle erogazioni a pensionati, pari a circa la metà dei flussi del comparto.
Quanto ai mutui immobiliari alle famiglie consumatrici risulta una contrazione del 14,2% nei primi nove mesi, nel complesso dei mutui per acquisto e surroghe, a causa sia della cautela delle famiglie in merito alla decisione di investimento, sia dall’esaurirsi della convenienza economica delle surroghe. Anche il ricorso a operazioni di rinegoziazione del mutuo in essere con le banche al fine di contenere l’incidenza del servizio del debito ha proseguito nel trend di riduzione.
Nel periodo gennaio-settembre 2019, si conferma il
leggero incremento di importi e durate dei nuovi mutui, a seguito della maggiore incidenza dei mutui di acquisto. Seppur lievemente ridimensionate, le erogazioni di mutui a tasso fisso rimangono quelle preferite dalle famiglie italiane, anche a causa dell’attuale scenario macroeconomico e arrivano a spiegare quasi i tre quarti del totale.
La rischiosità nel credito al dettaglio ha registrato una ulteriore diminuzione, stabilizzandosi durante il terzo trimestre. Entrando nel dettaglio, per il credito al consumo, a settembre 2019 il tasso di default è sceso all'1.7% e una tendenza ancor più evidente si è riscontrata nell’ambito dei prestiti personali. Anche per i mutui immobiliari, il tasso di default si è ulteriormente ridimensionato, raggiungendo l’1.2%, mantenendosi ben al di sotto del livello pre-crisi.
Le previsioni per i prossimi due anni indicano che i flussi di credito alle famiglie riprenderanno a crescere, anche grazie al progressivo miglioramento del quadro macroeconomico, che alimenterà la domanda e al mantenimento di buone condizioni di funding. Il contesto operativo resta tuttavia complesso anche per le pressioni regolamentari che condizionano le strategie degli operatori.
Nel prossimo biennio, il mercato del credito al consumo
si consoliderà, ma i flussi sono previsti seguire una crescita progressivamente più moderata, riallineandosi così alla dinamica dei consumi durevoli delle famiglie, per i quali si fa maggiormente ricorso al credito al consumo.
Le erogazioni di mutui per l'acquisto di abitazioni
torneranno a crescere nel 2020, accelerando nel 2021. Questa performance sarà favorita dal mantenimento di bassi tassi di interesse, che potrebbero rendere ancora conveniente la surroga o rinegoziazione delle condizioni precedentemente sottoscritte e da condizioni di offerta degli operatori, che dovrebbero rimanere buone, grazie a prospettive di condizioni macroeconomiche più distese e alla rischiosità del credito alle famiglie contenuta.
Le previsioni per il biennio 2020-2021 vedono un mantenimento su livelli contenuti del rischio di credito, grazie in particolare al buon andamento del mercato del lavoro, a misure fiscali a favore delle famiglie, alla prolungata fase di tassi del mercato monetario negativi e a politiche di credito particolarmente caute adottate dagli intermediari.
Infine, il contesto operativo sarà sempre più ricco di sfide e di novità portate dalla rivoluzione tecnologica, che sta interessando l’industria e dalle nuove abitudini della clientela orientate verso i canali digitali. Gli operatori finanziari, per contrastare la concorrenza da operatori FinTech e BigTech, dovranno quindi accelerare il processo di cambiamento del modello di servizio, facendo leva su tutti i nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, investendo anche sulle competenze del capitale umano per ampliare l’offerta di servizi.
Questo cambiamento si accompagnerà a una progressiva razionalizzazione della struttura fisica per incidere in maniera significativa sui costi, ma anche a una trasformazione delle filiali, sempre più punti di consulenza per la clientela. Fondamentali saranno anche le partnership con player tecnologici per valorizzare le diverse specializzazioni e completare l’offerta degli operatori di minore dimensione.

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