Borsa, la settimana con un poker di record Diasorin, Reply, Exor e Matica Fintec

Carlo Rosa, ad Diasorin
Buona la prima. Per Matica Fintec, la società novarese che ha esordito in Borsa lunedì scorso, la prima settimana di negoziazioni in Piazza Affari è stata un successo: l'ultimo prezzo della sua azione è stato di 2,16 euro, superiore del 26,3% a quello del collocamento (1,71 euro). L'impresa presieduta da Sandro Camilleri e attiva nel settore dei sistemi altamente tecnologici per l'emissione di card digitali destinate a istituzioni finanziarie e governative ha scelto il periodo giusto per la sua quotazione, come confermano gli oltre 23.500 punti dell'indice Ftse Mib che hanno caratterizzato la settimana.
Della tendenza favorevole del mercato azionario, hanno approfittato, fra gli altri, tre big piemontesi, che, nei giorni appena passati, hanno fatto segnare i loro nuovi massimi storici: Exor, Reply e Diasorin.
In particolare, Diasorin, controllata e presieduta da Gustavo Denegri, ha raggiunto la vetta dei 110,70 euro per azione, valore che corrisponde alla capitalizzazione di quasi 6,2 miliardi. Diasorin, che ha come amministratore delegato Carlo Rosa, secondo maggiore socio con poco meno dell'8,5% del capitale, soltanto tre anni fa valeva poco più di 2,8 miliardi. La sua leadership nella diagnostica paga, molto.
Anche la torinese Reply, che fa capo ai Rizzante, che ne mantengono pure la guida, viene premiata dagli investitori con rialzi per la sua leadership nell'innovazione digitale applicata alle imprese (cloud, Iot, piattaforme dati e, fra l'altro, intelligenza artificiale). Tanto che, giovedì scorso, il suo titolo ha chiuso la seduta a 65,70 euro, che rappresenta il nuovo record e attribuisce alla società il valore borsistico di quasi 2,5 miliardi.
Quanto a Exor, il suo nuovo massimo storico l'ha segnato martedì con l'azione a 72,68 euro, corrispondente alla capitalizzazione di poco inferiore ai 17,5 miliardi. Risultato al quale ha contribuito soprattutto la ripresa borsistica di Fca, conseguente all'accordo che ha dato il via al progetto di fusione con il gruppo Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel).
Nella settimana dei record piemontesi, anche la matricola Pattern ha fatto la sua parte, eguagliando quello che aveva conquistato l'11 settembre scorso: 3,95 euro.
Comunque, inn totale sono state 19 le piemontesi che, venerdì, hanno terminato la seduta con una quotazione superiore a quella di sette giorni prima, mentre due hanno finito in parità (Cdr Advance Capital e Centrale del Latte d'Italia) e le altre 11, invece, con un ribasso. Queste ultime sono Bim, Borgosesia, Cofide, Guala Closures, Pininfarina, Sias, Tinexta, oltre che le blue chip Ubi Banca, Fca, Italgas e Intesa Sanpaolo, che ha come azionista di riferimento la Compagnia di San Paolo.

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