Un po' di numeri per avere più chiarezza sull'emergenza ambientale che tocca tutti

L’allarme ambientale è l’argomento del momento in tutto il pianeta. Soprattutto i più giovani si stanno stringendo intorno all’attivista svedese (ancora minorenne) Greta Thunberg, che occupa le prime pagine dei giornali da ormai una settimana, prima con l’intervento all’assemblea Onu sul clima, poi con la marcia globale, che ha coinvolto milioni di persone nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo.
Ma esattamente, al di là delle buone intenzioni e dei proclami delle istituzioni, peraltro ancora non così concreti ed efficaci (in Italia ad esempio si parla di Green New Deal, ma il decreto sul clima è già oggetto di polemiche e di rallentamenti), abbiamo una reale idea di ciò di cui stiamo parlando?” si è chiesto Giuseppe Baselice, bravo giornalista di Firstonline, l'autorevole e prestigioso giornale web di economia e finanza, fondato e guidato dalla coppia Ernesto Auci-Franco Locatelli.
Domanda alla quale, naturalmente, Baselice ha dato la sua risposta. con alcuni numeri, “per vederci più chiaro”.
EMISSIONI
Ad oggi, quest’anno, sono state emesse nell’atmosfera 27,6 miliardi di tonnellate di CO2 nel pianeta. Il petrolio estratto in una singola giornata (il riferimento è venerdì 27 settembre) tocca i 94 milioni di barili. L’energia consumata da fonti non rinnovabili supera ancora nettamente quella da fonti rinnovabili: prendendo sempre a parametro venerdì 27 settembre, nel mondo sono stati bruciati 311.580.000 Mwh di energia non pulita, contro 73.085.316 Mwh di energia pulita. Ancora oggi, sono 2,3 miliardi le persone raggiunte da giornali cartacei, un numero superiore a quello delle persone che ogni giorno leggono notizie su Internet: 1,9 miliardi. In compenso, quest’anno sono state prodotte 109.267.653 biciclette e “solo” 57.068.911 automobili. In un giorno sulla Terra vengono venduti fino a sette milioni di cellulari.
DEFORESTAZIONE
Tra il 1990 e il 2016, il mondo ha perso 1,3 milioni di chilometri quadrati di foreste, una superficie pari a quella del Sudafrica. Solo quest’anno, sono andati distrutti quattro milioni di ettari di foreste: da quando l’umanità ha iniziato a disboscare, ha perso quasi la metà degli alberi presenti sul pianeta. Il 17% della foresta pluviale dell’Amazzonia (dove vive il 10% delle specie animali conosciute e viene prodotto un quinto dell’ossigeno mondiale) è stato distrutto negli ultimi 50 anni. Quest’anno è stata erosa terra coltivabile (a favore di allevamenti o edificazioni) per 5.221.623 ettari e si sono aggiunti 8.804.717 ettari di aree desertificate: oggi il 14% delle terre emerse è coperto da deserti e il 30% da foreste (e solo un altro 6% da foreste pluviali).
GHIACCIAI E ACQUA
La temperatura della Terra è cresciuta di quasi un grado dalla fine dell’Ottocento,e questo ha contribuito allo scioglimento dei ghiacciai: oggi solo il 19% delle terre emerse è coperto da calotte polari. Dal 1994 a oggi, i ghiacciai terrestri hanno perso ogni anno in media 400 miliardi di tonnellate di ghiaccio: solo la Groenlandia ne ha perso in media 286 miliardi di tonnellate all’anno, l’Antartide invece 127 miliardi di tonnellate l’anno. Anche gli oceani sono sempre più caldi: dal 1969 la temperatura è aumentata di 0,2 gradi e il livello globale dei mari è salito di oltre 20 centimetri in 100 anni. Negli ultimi vent’anni il tasso di innalzamento è raddoppiato. Solo il 2,5% dell’acqua presente sulla Terra è potabile e il 70% di questa viene usata dall’uomo per le attività agricole. Per produrre una confezione di caffè da 200 gr vengono consumati 2.368 litri d’acqua, per una lattina di alluminio 60 litri, per fabbricare un pantaloncino jeans da donna 8.000 litri, per confezionare un litro di latte 1.000 litri. Ogni italiano consuma in media 220 litri di acqua al giorno (245 nei capoluoghi).
ANIMALI
Degli otto milioni di specie viventi, un milione è a rischio estinzione a causa delle attività umane. Oggi il tasso di estinzione è di centinaia di volte superiore a quello degli ultimi 10 milioni di anni. Il 25% delle specie marine vive nella barriera corallina, messa in pericolo dal riscaldamento delle acque e dall’innalzamento del livello dei mari. Ogni anno, oltre 56 miliardi di animali da allevamento vengono uccisi dall’uomo.
PLASTICA E RICICLO
Metà della plastica esistente oggi è stata prodotta negli ultimi 15 anni: nel 1950 la produzione di plastica era di 2,3 milioni di tonnellate, nel 2015 di 448 milioni e si prevede che questo dato raddoppi entro il 2050. Ogni anno circa otto milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono in mare e il tempo di decomposizione di questo materiale può arrivare fino a 400 anni. Altro esempio: a uno pneumatico occorrono 100 anni per degradarsi. Riciclarli significa evitare l’immissione di 4,55 milioni di tonnellate di pneumatici nell’ambiente ogni anno, con un risparmio di 3.900 miliardi di litri di petrolio e altri derivati, e di 8,45 miliardi di euro nell’industria globale del trasporto. L’inquinamento, infatti, ha anche un alto costo economico: il costo annuale degli impatti sull’ambiente della attività umane è stato stimato in 4,7 trilioni di dollari.
ALIMENTAZIONE
Gli stili alimentari hanno un notevole impatto sull’ecosistema (gli allevamenti di bestiame sono responsabili, da soli, del 18% delle emissioni di gas serra nel mondo), ma anche sulla salute. Un dato la dice lunga più di altri: nel mondo oggi, le persone sovrappeso sono esattamente il doppio di quelle denutrite. Infatti, sono 1.682.615.480 le persone che mangiano oltre il necessario e 840.218.825 quelle che non mangiano abbastanza. Ergo: si produce troppo cibo, violentando il pianeta e questo non viene distribuito equamente, creando problemi di salute e di giustizia sociale. Inoltre, una singola mucca consuma tra i 75 e i 300 kg di cibo per produrre un solo kg di proteine…

(I dati utilizzati nell'articolo di Giuseppe Baselice per Firsonline hanno diverse fonti, tutte verificate: la maggior parte dei dati provengono da statistiche Onu, altri dalle elaborazioni Muse di Trento)

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