Nuovo smacco del gruppo Fca in Europa nei primi 9 mesi solo settimo per vendite

Mike Manley, amministratore delegato Fca
Settembre è stato buono anche per Fca, ma il risultato positivo del mese scorso non è bastato al gruppo guidato da Mike Manley a evitare un altro smacco, l'ennesimo. Infatti, nella classifica relativa alle vendite di auto nuove in tutta l'Europa, dal primo giorno di gennaio all'ultimo di settembre, il gruppo Fca è finito al settimo posto, mentre era ancora al quarto alla fine dello stesso periodo del 2018. Fca è stato sorpassato dai gruppi Hyundai (comprende Kia), Bmw (più Mini) e Daimler (Mercedes e Smart).
Non solo: tra i grandi delle quattro ruote, Fca è quello che ha perso più di tutti, nei primi nove mesi di quest'anno. Le sue nuove immatricolazioni, infatti, sono risultate 740.990, il 10,2% in meno rispetto al gennaio-settembre dell'anno scorso. Mentre il gruppo Volkswagen ha perso l'1,3% (2.958.415 vetture vendute nei primi nove mesi 2019), il gruppo Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel/Vauxhall) ha avuto il calo dello 0,2% (1.956.666 le sue nuove immatricolazioni) e il 2,4% il gruppo Renault, che comprende anche Dacia, Lada e Alpine (1.265.017 il totale del venduto dall'inizio dell'anno).
Ha perso lo 0,2% anche il gruppo Bmw (776.337 le sue vetture acquistate nei primi nove mesi 2019), mentre il gruppo Hyundai ha fatto registrare l'incremento dello 0,8% (818.012 nuove immatricolazioni) e del 3,7% il gruppo Daimler (752.557). Alla Ford sono state accreditate 739.639 vendite (-3,8%), al gruppo Toyota-Lexus 612.394 (+2,5%) e a Nissan 305,573 (-25,8%).
Per quanto riguarda il solo mese di settembre, nonostante l'aumento del 12,8%, il gruppo Fca si è aggiudicato soltanto la nona posizione con 69.467 vendite, corrispondenti al 5,4% del mercato. E' stato preceduto dal gruppo Toyota (quota del 5,6%), Ford (6,6%) e dai gruppi Daimler (7,3%), Hyundai e Bmw (8% entrambi), Renault (9,6%), Psa (16,3%) e Volkswagen (20,1%). Quest'ultimo ha aumentato le sue vendite del 46,8% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, quando era stato preceduto da Psa.
Comunque, come riferito dall'Acea, l'associazione dei costruttori europei, in settembre il mercato continentale è stato di 1.285.494 auto (+14,4%, corrispondente a 62.140 unità), evidenziando un rimbalzo dopo il calo dell'8,6% di agosto (-8,6%). Sul confronto dei due mesi appena trascorsi con i corrispondenti mesi dell’anno scorso, tuttavia, pesa l’entrata in vigore, nel settembre 2018, delle nuove regole in tema di omologazione e immatricolazione.
Con il risultato di settembre, però, si attenua la dinamica negativa della domanda di auto nel cumulato annuo, che archivia 12.115.927 immatricolazioni, l’1,6% in meno dei 12.308.191 del periodo gennaio-settembre dello scorso anno.
Dall’analisi dei risultati del mese per Paese, si nota un generalizzato aumento delle vendite con 28 dei 30 paesi analizzati in crescita (con l’eccezione di Bulgaria e Islanda, due mercati marginali).
Analizzando i cinque mercati maggiori si evincono, per settembre, le rilevanti performance, in doppia cifra, di Germania, Francia, Spagna e Italia e il più contenuto incremento del Regno Unito (+1,3%). In particolare, l’Italia ha guadagna il 13,4% delle vendite rispetto a settembre 2018, ma resta un calo nei 9 mesi in linea con la depressa tendenza del mercato complessivo (-1,6%).
Sull’industria automotive globale, paventa una nota società di consulenza, rischia di abbattersi una “tempesta perfetta” – commenta Andrea Cardinali, direttore generale dell’Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere –innescata da importanti cambiamenti normativi, tecnologici, economici, geopolitici e sociali in un contesto di declino strutturale della domanda Europea di autovetture”.
Appare sempre più evidente e pressante, quindi, la necessità di mettere in campo politiche a supporto di un settore che ha enorme valenza sociale, economica e tecnologica anche in Italia. L’auspicio – conclude Cardinali – è che con il tavolo automotive convocato per il 18 ottobre dal ministro Patuanelli si inizi finalmente ad affrontare in modo serio il problema e che presto vedano la luce misure sostanziali e strutturali tese efficacemente al rinnovo di un parco tra i più vecchi in Europa”.

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