Creatività, Torino al terzo posto in Italia già quasi 2.700 nuovi marchi depositati

Per creatività, la provincia di Torino si conferma al terzo posto in Italia, con 2.697 domande di nuovi marchi depositati tra l'inizio di gennaio e la fine di agosto, pari al 6,8% delle 39.509 richieste presentate in tutta l'Italia. Però, rispetto ai primi otto mesi di cinque anni fa, Torino evidenzia un calo del 2,2% delle domande, mentre il loro numero è aumentato per le prime due classificate a livello nazionale (+2,1% nella provincia di Roma, dove sono risultate 5.055 e +6,9% in quella di Milano, in testa con 8.895, equivalenti alla quota italiana del 22,7%). E l'incremento medio dell'intero Paese è stato di 7,8 punti percentuali.
Non solo, la quarta in graduatoria, la provincia di Napoli, nello stesso periodo ha evidenziato la crescita del 51,2% delle domande depositate, salite a 1.959, accorciando così la distanza da Torino.
Le altre due province piemontese a denunciare un calo dei depositi di nuovi marchi sono state Vercelli, dove sono state soltanto 27 le richieste presentate nei primi otto mesi di quest'anno (-6,9% rispetto al corrispondente periodo di cinque anni fa) e Novara, calate a 117 2,5%).
Al contrario, l'Alessandino ha mostrato la crescita del 57,4% (181 domande dal primo giorno di gennaio al 31 agosto scorso), superiore anche al 51,4% del Biellese (56), il 44,3% dell'Astigiano (88), il 39,3% del Verbano-Cusio-Ossola (39) e il 12,7% del Cuneese (435).
Per quanto riguarda tutto il Piemonte, le domande di nuovi marchi nel primo semestre sono state 3.640, il 3% in più rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa e numero che vale il 9,2% del totale nazionale e il quarto posto nella graduatoria italiana della creatività. Per 23 domande, il Piemonte è preceduto dall'Emilia-Romagna (3.663 e quota del 9,3%).
Nelle prime due posizioni si trovano la Lombardia con il 28,2% delle domande depositate e il Lazio con il 14,3%:
Il deposito del marchio è importante per la sua difesa nella lotta alla contraffazione, la quale danneggia l'impresa provocando perdite di fatturato, competitività, riconoscimento qualitativo, immagine, risorse per gli investimenti. I marchi contraffatti sono un danno anche per l'occupazione e, fra l'altro, per il fisco.

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