Componentistica auto: Piemonte leader fattura 20 miliardi e ha 61.000 addetti

Vincenzo Ilotte, presidente
Camera di commercio di Torino
A Torino è stata presentata la nuova edizione dell’Osservatorio sulla componentistica italiana, indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino, da Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e dal Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
“Come previsto, i dati 2018 del nostro Osservatorio iniziano a rilevare un rallentamento del settore, che probabilmente sarà confermato anche nel 2019: la componentistica italiana sta risentendo, infatti, inevitabilmente, del calo globale della domanda e della produzione, oltre che dell’export nazionale” ha dichiarato il presidente della Camera di commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, il quale ha aggiunto che “per quanto riguarda il Piemonte, da un lato rileviamo una pressoché stabile vocazione all’internazionalizzazione e la riduzione della dipendenza dal gruppo Fca, mentre ci preoccupa il dato relativo ai minori investimenti in R&S, in un settore dove l’innovazione rappresenterà sempre più in futuro un fattore competitivo irrinunciabile, tra soluzioni 4.0 e lo sviluppo di nuove motorizzazioni”.
Per Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia: “Anche nel 2018 la componentistica italiana si è posizionata bene in termini di export, con un valore di 22,4 miliardi di euro (+5% rispetto al 2017) e con un saldo positivo di 6,8 miliardi. Nel primo semestre 2019, il valore delle esportazioni è in calo del 2,1% e anche il surplus commerciale, pari a 3,49 miliardi di euro, risulta in decrescita del 7,5%. Questi dati cominciano a riflettere gli effetti del calo della produzione di auto in alcuni mercati europei: la Germania ha riportato una flessione del 10,8% nel semestre. Quanto alla sfida dell’elettrificazione, la filiera della componentistica deve essere supportata da politiche industriali adeguate alla valorizzazione delle competenze già esistenti e all’allargamento a nuove aree di mercato da presidiare”.
Nel 2018 la domanda mondiale di autoveicoli ha totalizzato 96 milioni di unità, in calo dello 0,8% rispetto al 2017. La frenata del mercato si è accentuata nel 2019 e l’anno dovrebbe chiudersi con un calo attorno al 4,5% con 93,5 milioni di autoveicoli. Sul fronte europeo, la domanda, dopo anni di segni negativi, è in crescita dal 2014 e nel 2018 conta 18,2 milioni di unità (+0,4% sul 2017), mentre per l’anno 2019 si prevede una variazione negativa (attorno al 2%), a causa della flessione del mercato delle autovetture.
In Italia, la produzione di autoveicoli è diminuita del 7% nel 2018, mentre a gennaio-giugno 2019 registra una contrazione del 14%. La produzione industriale del settore automotive nel suo complesso (inclusa la produzione di carrozzerie e componenti), registra un calo tendenziale del 3,3% nel 2018 rispetto al 2017 e chiude il consuntivo di gennaio-giugno a -9,6%. Il 2019 ha un andamento negativo più accentuato rispetto a quello registrato nel 2018, che riguarda, in particolare, il comparto delle autovetture, in quasi tutte le macro-aree del mondo.
A livello italiano, nel 2018, le 2.207 imprese della componentistica hanno prodotto un fatturato stimato pari a 49,3 miliardi di euro e hanno occupato 158.700 addetti. Rispetto al 2017, che aveva fatto registrare una crescita piuttosto sostenuta del fatturato (+6,9%), il 2018 ha subito un rallentamento nell’incremento (+1,3%). Dinamica analoga è stata registrata in termini di occupazione, con un aumento dell'1% degli addetti impiegati direttamente nel settore rispetto all’anno precedente.
La crescita più modesta del fatturato registrata in corso d’anno deriva dalle perdite subite dai sistemisti e modulisti (-1,2%) e dai subfornitori delle lavorazioni (-0,5%), mentre hanno registrato buone performance soprattutto le imprese di engineering & design (+9,6%) gli specialisti del motorsport (+7,7%) e i subfornitori (+5,1%).
Con 19,7 miliardi di euro, il 39,9% del fatturato italiano, il giro d’affari automotive piemontese ha registrato, l'anno scorso, una lieve contrazione rispetto al 2017 (-0,5%). In calo tutti i segmenti della componentistica, ad esclusione dei subfornitori e degli e&d, che continuano a crescere decisamente (+12,2%), a testimonianza del ruolo strategico del Piemonte nello sviluppo delle nuove tecnologie abbinate alla mobilità. 
A livello occupazionale, con oltre 61mila addetti, il Piemonte registra nel 2018 una lieve crescita rispetto all’anno precedente (+0,3%), in particolare grazie all’incremento evidenziato dagli e&d (+6,7%).
Il Piemonte, quindi, resta la regione capofila per numero di imprese della componentistica italiana (oltre il 34%), seguita dalla Lombardia (27,1%) e dall’Emilia-Romagna (10,4%).

Nessun commento: