Borsa: Ubi "regina" dell'ultima settimana con cinque rialzi di prezzo consecutivi

Giandomenico Genta, presidente Fondazione Crc
con Ferruccio Dardanello, consigliere Ubi Banca
La protagonista “piemontese” della settimana borsistica appena passata è Ubi Banca, quotata che ha come maggiore azionista singolo la Fondazione Crc di Cuneo, detentrice del 5,910 del capitale dell'istituto presieduto da Letizia Moratti e nato 12 anni fa dalla fusione tra le Banche Popolari Unite e il gruppo Banca Lombarda e Piemontese (la “piemontesità, sia pure parziale, di Ubi Banca è confermata anche dalla partecipazione di due componenti cuneesi al Consiglio di gestione, designati entrambi dalla Fondazione Crc: Ferruccio Dardanello, presidente della locale Camera di commercio e Francesca Culasso, docente di economia all'Università di Torino).
Incomincia così la rubrica dedicata alle quotate piemontesi, pubblicata oggi, 13 ottobre, come ogni domenica, dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera, la testata ammiraglia del gruppo Rcs, controllato da Urbano Cairo, l'alessandrino-milanese che è appena stato nominato “alumnus” 2019 dell'Università Bocconi.
Ubi Banca è stata l'unica piemontese a chiudere con rialzi tutte le ultime cinque sedute a Piazza Affari, così che il suo prezzo finale è risultato di 2,742 euro, il 9,8% in più rispetto a venerdì 4 del mese in corso. E' stata la sua quotazione più alta dal 30 aprile scorso. E, in seguito a questa performance, la sua capitalizzazione è risalita a 3,138 miliardi.
I progressivo rialzi di Ubi Banca sono stati giustificati soprattutto in relazione all'ipotesi di un matrimonio con il Banco Bpm (Banca Popolare di Milano), del quale si parla, da qualche tempo, con insistenza. Fra l'altro, del Banco Bpm, che è il secondo maggiore azionista della Cassa di risparmio di Asti e una diffusa presenza anche in provincia di Alessandria, in seguito all'acquisizione della locale Cassa di risparmio) è socia, con l'1%, la Fondazione Crt, l'ente torinese presieduto da Giovanni Quaglia, collega e amico di Giandomenico Genta, presidente della Fondazione cuneese.
Comunque, l'ultima settimana, finita con il Ftse Mib di nuovo sopra i 22.000 punti (esattamente 22.165), è risultata positiva per 20 delle 32 quotate piemontesi, mentre, venerdì. tre hanno terminato con lo stesso prezzo di sette giorni prima (Cdr Advance Capital, M&C e Pininfarina) e nove con un ribasso. A evidenziare una perdita sono state anche le blue chip Diasorin (99,25 euro la quotazione finale) e Italgas (5,756 euro), oltre che Bim (0,1225), Dea Capital (1,332), Italia Independent (1,62), Ki Group (0,885), Pattern (3,62), Reply (5,50) e Visibilia Editore (0,352). In particolare, Diasorin, una stella piemontese della Borsa, ha subito il calo del 7%, mentre Italgas l'ha contenuto nell'1,9%.
Ed ecco i prezzi delle altre quotate piemontesi alla fine dell'ultima seduta della settimana scorso e, tra parentesi, il prezzo del venerdì precedente: Astm 29,04 euro (27,52), Autogrill 9,02 (8,57), Basicnet 4,345 (4,249, Borgosesia 0,488 (0,48), Buzzi Unicem 21,44 (19,83), Centrale del Latte d'Italia 2,60 (2,59), Cofide 0,455 (0,4445), Conafi 0,3150 (0,306), Cover 9,55 (9,50), Exor 61,16 (58,62), Fca 11,862 (11,27), Fidia 4,00 (3,925), Guala Closures 6,62 (6,54), Intesa Sanpaolo 2,186 (2,0955), Iren 2,694 (2,664), Juventus 1,385 (1,298), Prima Industrie 12,20 (11,64), Sias 15,85 (15,20), Tinexta 12,42 (11,70).

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