Borsa: settembre rosa per 24 piemontesi maggior rialzo (+11%) della "cuneese" Ubi

Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc
maggiore azionista singolo di Ubi Banca
(nella foto con Ferruccio Dardanello) 
“Settembre è finito con l'indice Ftse Mib a 22.108 punti. E per trovare un altro mese terminato con il Ftse Mib sopra l'emblematica soglia dei 22.000 punti bisogna risalire al marzo del 2018, vetta riconquistata dopo un lungo periodo di valori molto bassi. Una rievocazione che la dice lunga sulla durata della crisi di Piazza Affari e invita alla prudenza prima di parlare di ripresa e, persino, di recupero. Infatti, venerdì, si è tornati a 21.470 punti, nonostante l'incremento dello 0,75% della giornata borsistica di San Francesco”.
Incomincia così la rubrica dedicata alle quotate piemontesi, pubblicata oggi, 6 ottobre, come ogni domenica, dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera.
“Comunque – continua l'articolo - al 30 settembre appena passato, 22 delle 32 quotate piemontesi, che, insieme, capitalizzano oltre 103 miliardi di euro, hanno presentato un prezzo superiore a quello di trenta giorni prima e soltanto otto un confronto negativo (alla pari hanno chiuso Basicnet e la M&C di Carlo De Benedetti)”.
Delle subalpine che hanno chiuso settembre in rosso, tre sono blue chip: si tratta di Diasorin (106,70 euro l'ultimo prezzo, un euro in meno del 30 agosto), Exor (61,48 euro, due centesimi in meno) e Juventus (1,34 euro, cifra inferiore del 9,15%). Le altre cinque, che hanno perso valore rispetto alla fine di agosto, sono Bim-Banca Intermobiliare (0,1355 euro nell'ultima seduta del mese scorso), Centrale del Latte d'Italia (2,56 euro), Ki Group (0,95 euro), Prima Industrie (12,08 euro) e Visibilia Editore (0,63 euro).
Proprio Visibilia Editore e Ki Group, entrambe presiedute dalla cuneese Daniela Santanchè, appena confermata al vertice anche di Bioera, quotata che controlla la torinese Ki Group, venerdì hanno fatto segnare il loro minimo storico, rispettivamente con 0,55 e 0,89 euro.
Tornando al bilancio di settembre, generalmente positivo per Piazza Affari, nonostante i fattori penalizzanti costituiti dalla frenata dll'economia tedesca, la guerra dei dazi Usa-Cina, la Brexit e le solite difficoltà italiane, va rilevato che le altre cinque big piemontesi, che fanno parte del listino delle 40 principali quotate alla Borsa di Milano, hanno evidenziato rialzi, più o meno rilevanti: Ubi Banca +11,03% (maggiore azionista singolo è la Fondazione Crc di Cuneo), Buzzi Unicem +10,27%, Intesa Sanpaolo +9,15%, Italgas + 0,37% e Fca +0,29%.
Per le “medie” piemontesi, sono da segnalare gli incrementi almeno di Astm (29,34 euro il prezzo del 30 settembre) e Sias (16.01 euro), la coppia dei Gavio; Autogrill (8,885 euro) e Reply (53.85 euro).

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