Banche: più mutui e prestiti alle famiglie meno alle imprese, che non "bevono"


Cristina Balbo, presidente Abi Piemonte
Nei primi nove mesi di quest'anno, i prestiti delle banche attive in Italia a famiglie e imprese ammontano a 1.274 miliardi di euro, evidenziando una crescita dello 0,7% su base annua. Lo ha comunicato l'Abi, l'associazione nazionale delle banche, precisando che tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia.
L'Abi ha aggiunto che, sulla base degli ultimi dati relativi ad agosto 2019, si conferma la crescita del mercato dei mutui alle famiglie, il cui totale in essere mostra un aumento del 2,5% rispetto alla fine di agosto dell'anno scorso. Sempre ad agosto 2019, a seguito della riduzione della domanda di finanziamenti, nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente infimi, i prestiti alle imprese risultano diminuiti dello 0,7% su base annua.
A settembre 2019, i tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento si attestano sui minimi storici, e registrano le seguenti dinamiche: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,45% (1,70% ad agosto 2019, 5,72% a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,30% (1,26% il mese precedente; 5,48% a fine 2007) e il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,51% (2,52% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).
Le sofferenze nette, cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, ad agosto 2019 si sono attestate a 32,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 40,5 miliardi di agosto 2018 (-8 miliardi pari a -19,8%) e ai 65,6 miliardi di agosto 2017 (-33,1 miliardi). Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 56 miliardi (-63,5%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato dell’1,87% ad agosto 2019 (era 2,36% ad agosto 2018, 3,84% ad agosto 2017 e 4,89% a novembre 2015).
In Italia i depositi nelle banche (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a settembre 2019, ammontano a 1.557, 7 miliardi, circa 70 miliardi in più rispetto a un anno prima (+4,7%), mentre prosegue la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, sebbene a un ritmo meno intenso, per circa 7 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (-2,3%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +3,7% a 1.798,2 miliardi.
L'Abi ha aggiunto che, alla fine del mese scorso, il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è pari in Italia a 0,60%, come nel mese precedente. Questo perché il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) è rimasto pari a 0,37% e il tasso sui pct (pronti contro termine, che si colloca a 1,71% (1,72% il mese precedente); quanto al rendimento delle obbligazioni in essere è del 2,32% (2,35% ad agosto).

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