Juve, perché anche gli azionisti sperano nella conquista della Champions League L'ultima settimana del listino piemontese

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“Da un po', i tifosi della Juventus stanno soffrendo, perché i risultati sui campi di gara non sono quelli attesi e sperati. Ma, da un po', stanno soffrendo anche gli azionisti della società bianconera e, forse, più dei tifosi di Ronaldo & C. Venerdì scorso, il titolo ha chiuso a 1,4005 euro; ma la settimana prima valeva 1,438 e poco più di un mese fa sfiorava quota 1,6 euro, dopo il record storico di 1,706 euro fatto segnare il 15 aprile di quest'anno. Allora, il valore attribuito dagli investitori alla Juventus era di 1,719 miliardi di euro, oltre 300 milioni più che nell'ultima seduta della Borsa”.
E' l'inizio della rubrica dedicata alle quotate piemontesi pubblicata oggi, 22 settembre, come ogni domenica, dal Corriere Torino, l'edizione locale del Corriere della Sera, testata principe di Rcs Media Group, impresa controllata dall'alessandrino-milanese Urbano Cairo.
Ricordando che venerdì sera, sono stati comunicati i dati del bilancio al 30 giugno della Juventus (“Bene i ricavi, saliti a 621,5 milioni, 116,8 in più rispetti all'esercizio precedente; male il risultato economico, dato che la perdita è stata di 39,9 milioni, mentre era stata di 19,2 milioni la precedente”), il Corriere Torino ha sottolineato che l'indebitamento netto della società bianconera è balzato a 463,5 milioni (49,6%), mentre il patrimonio netto è calato del 56,7% a 31,2 milioni.
“Non ha stupito, pertanto, che il consiglio di amministrazione presieduto da Andrea Agnelli proporrà agli azionisti (il maggiore, con il 63,77%, è Exor, la holding della Famiglia torinese) un aumento di capitale fino a 300 milioni, a pagamento” ha aggiunto il quotidiano torinese lanciato da Umberto La Rocca, al quale subentrerà, tra pochi giorni, Marco Castelnuovo.
Gli effetti dell'annuncio dell'aumento di capitale si vedranno già domani, alla riapertura delle negoziazioni in Piazza Affari. Dove, fra l'altro, sarà valutata con attenzione la frase della relazione degli amministratori sull'evoluzione prevedibile della gestione: “L'esercizio 2019-2020, attualmente previsto in perdita, sarà come di consueto fortemente influenzato dall'andamento dei risultati sportivi e, in particolare, della Uefa Champions League”. Anche gli azionisti, perciò, faranno il tifo.
Alla fine della settimana borsistica appena passata, generalmente piatta, delle 32 quotate che formano il listino piemontese 12 hanno avuto un rialzo rispetto a venerdì 13, a fronte delle 19 che hanno mostrato un ribasso (invariato il prezzo di Iren). Le blue chip piemont
esi con segno positivo sono Diasorin (104,8 euro da 102,4), Italgas (5,694 da 5,634) e Ubi Banca (2,573 da 2,555). Invece, con la Juve hanno chiuso in rosso Exor (63,14 euro da 63,32), Fca (12,336 da 12,562) e Intesa Sanpaolo (2,166 da 2,182).
Le altre piemontesi che hanno chiuso la settimana con un rialzo rispetto al venerdì precedente sono: Astm (27,80 euro l'ultimo prezzo), Autogrill (9,18), Cdr Advance Capital (0,55), Centrale del Latte d'Italia (2,59), Cover 50 (10,0), Guala Closures (6,56), Reply (52,30), Sias (15,26) e Tinexta (12,36).

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