In Piemonte ora i fallimenti diminuiscono molto più della media italiana: - 16,9%

In Piemonte il numero dei fallimenti cala più della media italiana. Nel primo semestre di quest'anno, in regione, sono state 319 le imprese che hanno portato i libri in tribunale: 65 meno dello stesso periodo dell'anno scorso. La riduzione è del 16,9%, mentre è del 4,2% quella dell'intero Paese, dove sono stati registrati 5.714 fallimenti dal primo giorno di gennaio all'ultimo di giugno, a fronte dei 5.966 del primo semestre 2018.
Anche i nuovi dati, quindi, confermano la tendenza positiva incominciata quattro anni fa, un po' in tutta l'Italia. Il fenomeno è stato rilevato da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information.
Il peso del Piemonte è sceso al 5,6% dei fallimenti italiani” ha riportato L'Economia del Nord Ovest, il supplemento pubblicato ogni lunedì dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera guidata da Umberto La Rocca.
La quota del Piemonte, infatti, è inferiore a quelli di altre sette regioni, a partire dalla Lombardia (21,1%) fino all'Emilia-Romagna (6,5%), passando per il Lazio (12,9%), la Toscana (8,6%), il Veneto (8,6%), la Campania (7,9%) e la Sicilia (6,7%).
Non solo: in Piemonte si è ridotta anche l'incidenza dei fallimenti, essendo risultata pari allo 0,07% delle imprese iscritte alle Camere di commercio al 30 giugno (in Lombardia, nei primi sei mesi, sono fallite 1.206 imprese, pari allo 0,15% di quelle attive nella regione e la stessa percentuale è stata rilevata nel Lazio)” è stato precisato nell'inserto economico del Corriere Torino curato da Andrea Rinaldi.
Comunque, dall'inizio del 2010 al 30 giugno scorso, sono state 9.540 le imprese fallite in Piemonte; mentre sono state 30.239 in Lombardia, 15.622 nel Lazio, 12.347 in Toscana, 11.283 in Campania, 10.526 nel Lazio, 10.195 nell'Emilia-Romagna.
A livello nazionale, in particolare nel secondo trimestre di quest'anno, è stata l'edilizia a mostrare il calo maggiore di fallimenti rispetto allo stesso periodo 2018 (-12,1%), mentre è stata del 5,7% la riduzione nel settore dei servizi e dell'1,4% quella dell'industria.

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