Grande alleanza di Fondazioni di bancarie per produzione agroalimentare di qualità

L'incontro all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
A Pollenzo, nell’Università di Scienze Gastronomiche, su un’iniziativa della Fondazione Crc di Cuneo, si è tenuto il primo incontro finalizzato a porre le basi per una collaborazione stabile tra Fondazioni di origine bancaria italiane a sostegno del settore produttivo agroalimentare di qualità, ambito che intercetta le sensibilità e le azioni di molti territori. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti di 22 Fondazioni da tutta Italia.L'
Al centro del dibattito, alcuni dei temi strategici per lo sviluppo del settore produttivo, su cui si concentrerà l’azione congiunta dei partecipanti: le sfide dell’Agroalimentare 4.0, il marketing globale di prodotti locali e la trasformazione digitale delle imprese agroalimentari, lo sviluppo locale delle aree interne basato sull’agricoltura, la sostenibilità delle produzioni e del packaging agroalimentare, l’attrazione di risorse dell’Unione Europea come asset centrale per il sostegno all’agroalimentare italiano.
Nel confronto su queste tematiche, guidato da Silvio Barbero, vice presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche, sono emerse da più voci le grandi potenzialità delle produzioni agroalimentari su piccola scala, di cui l’Italia è ricchissima, non solo in termini di tutela dell’ambiente e della biodiversità, ma anche di creazione di nuovi posti di lavoro.
“La giornata partecipazione davvero ampia e significativa di rappresentanti delle Fondazioni riuniti in un luogo simbolico come Pollenzo, sottolinea la grande attenzione, la sensibilità e il coraggio che i nostri enti stanno dimostrando su temi strategici per lo sviluppo del nostro Paese nei prossimi anni” ha commentato Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Crc.
Genta ha aggiunto: “Un’iniziativa, quella di cui abbiamo gettato le basi, che sarà capace di mettere insieme risorse e sensibilità dei diversi territori sui temi della produzione agroalimentare”.
Carlo Petrini, presidente dell'Università di Scienze gastronomiche, ha sootolineato: “La produzione agroalimentare diventerà nei prossimi anni il paradigma di una nuova economia. Un’economia strategica per il recupero della socialità e delle tradizioni, per garantire il presidio dei territori, anche di quelli marginali, e per la promozione della sostenibilità ambientale. Un’economia che dovrà saper cogliere le sfide e le opportunità dell’innovazione tecnologica. Su questi ambiti, le Fondazioni giocano un ruolo fondamentale”.
A breve sarà costituito un gruppo di lavoro ristretto tra le Fondazioni partecipanti, che definirà i prossimi passi operativi del progetto.

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