Borsa: Ubi "campione" della settimana Buzzi prima per la continuità dei rialzi

Enrico Buzzi, presidente di Buzzi Unicem
“Incredibilmente, lo spread è sceso a 133 punti. Un miracolo finanziario. Che, si è riflesso, almeno in parte, sulla Borsa italiana: l'indice Ftse Mib è tornato sopra la soglia psicologica dei 22.000 punti e l'ultima settimana si è chiusa, generalmente, in modo positivo. Anche per il listino piemontese. Venerdì scorso, 19 titoli subalpini hanno evidenziato una quotazione superiore a quella del 6 settembre, a fronte dei 12 che, invece, hanno mostrato un ribasso e uno (Cover 50) risultato con lo stesso prezzo”.
Incomincia così la rubrica dedicata alle quotate piemontesi, pubblicata oggi, come ogni domenica, dal Corriere Torino, l'edizione locale del Corriere della Sera.
Nella stessa rubrica si legge che “Le tre blue chip piemontesi con le migliori performance nella settimana passata sono Buzzi Unicem, Intesa Sanpaolo e Ubi. I due grandi gruppi bancari, in particolare, hanno beneficiato del nuovo bazooka di Mario Draghi, il presidente della Bce che, da Francoforte, non perde occasione per aiutare l'Italia. Intesa Sanpaolo ha chiuso a 2,182 euro (+5,56% rispetto al venerdì precedente) e Ubi Banca, che ha come maggior azionista singolo la Fondazione Crc di Cuneo, a 2,555 euro (+7,49%)”.
Quanto a Buzzi Unicem, ha avuto un incremento del 6% che ne ha riportato il prezzo dell'ordinaria sopra i 20 euro, per la precisione a 20,61. Fra l'altro, la società cementiera di Casale ha fatto segnare sei rialzi quotidiani consecutivi, prestazione non riuscita ad alcuna altra piemontese, nel periodo.
Più modesto, invece, l'aumento (+0,38%) della Juventus, comunque a fronte dei ribassi delle altre big locali. Infatti, da un venerdì all'altro, Italgas ha perso il 3,76%, Diasorin il 3,58%, Exor l'1,86% e Fca lo 0,33%. Le due quotate che fanno capo alla famiglia Agnelli-Elkann-Nasi hanno pagato, soprattutto, le dichiarazioni sfavorevoli del numero 1 operativo di Renault, il quale, al Salone di Francoforte, ha detto che il dossier relativo al matrimonio con Fca non è più sulla sua scrivania.
La settimana è finita in rosso anche per Astm (-3,3%) e Sias (-2,6%), le due contrallate da Gavio destinate alla fusione; per Iren (-1,45%), Reply (-3,27%) e Tinexta (-2,6%).
Tra le minori, va rilevato il crollo di Visibilia Editore (-23,9%, a 0,59 euro, nuovo minimo storico), la società fondata, controllata e guidata dalla cuneese Daniela Santanchè; la sua capitalizzazione è precipitata a poco più di mezzo milione di euro. In ribasso hanno chiuso anche la Centrale del Latte d'Italia (-3,4%) e Ki Group (a 0,96 euro, nuovo record negativo).
Al contrario, la settimana è finita positivamente per Autogrill (8,935 euro la sua ultima quotazione), Bim (0,154 euro), Basicnet (4,25), Borgosesia (0,52), Cdr Advance Capital (0,54). Cofide (0,473), Conafi (0,316), Dea Capital (1,352), Fidia (4,515), Guala Closures (6,26), Italia Independent (1,80), M&C (0,0374), Pininfarina (1,86), Prima Industrie (13,90) e Patterrn (3,825).

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