Borsa: le società di Gavio giù con Atlantia autorete della Juve che perde il 3,3%


Cristiano Ronaldo, domenica a secco
E' durata poco – due giorni – la permanenza della Borsa italiana sopra gli emblematici 22.000 punti dell'indice Ftse Mib, che rappresenta le 40 principali quotate a Piazza Affari. Oggi, 16 settembre, il Ftse Mib ha chiuso a 21.969 punti, perdendo lo 0,96% rispetto a venerdì. A causa delle nuove tensioni internazionali nate con l'attacco agli impianti petroliferi dell'Arabia Saudita, ma anche per il crollo di Atlantia (-7,84%), provocato dagli effetti degli ulteriori provvedimenti della magistratura genovese ancora in seguito alla tragedia del ponte Morandi, oltre che dalle ipotesi sulla revoca delle concessioni autostradali.

Il caso Atlantia si è riflesso anche sulle due società torinesi che fanno capo ai Gavio: Astm ha subito un ribasso del 3,08% e il prezzo della sua controllata Sias è calato del 3,01%.
Sono tutte dovute a fattori propri, invece, le ragioni della caduta del titolo Juventus, che ha pareggiato, malamente, a Firenze, dove ha generato più perplessità che convinzioni. L'ultimo prezzo dell'azione Juve è stato di 1,391 euro, inferiore del 3,3% a quello di venerdì scorso. Dopo Atlantia è la blue chip che ha perso di più.
Comunque, è grande la compagnia delle società che hanno chiuso in rosso la seduta borsistica odierna. Del listino piemontese, in particolare, si sono salvate soltanto nove quotate: tre hanno finito alla pari (Borgosesia, Centrale del Latte d'Italia e M&C), mentre hanno presentato un saldo positivo Basicnet (+1,41%), Fca (+0,16%), Iren (+0,16%), Prima Industrie (+0,58%), Reply (+0,58%) e Tinexta (+2,33%).

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