Alberghi, è Torino l'ultima per redditività fra le grandi città turistiche italiane

Torino ultima. Nella graduatoria nazionale per il tasso di occupazione delle camere (Toc) d'albergo e per la loro redditività media (Rev Par - Revenue per Available Room, dato dal prezzo medio di una camera per il tasso di occupazione), Torino figura dietro a tutte le altre grandi città turistiche italiane prese in esame da Crif Res, la divisione del gruppo Crif specializzata nei servizi valutativi e tecnici per il real estate e leader nel mercato bancario.
Il primato nazionale per il Toc è stato attribuito a Napoli (77%), quello della reddità delle camere d'albergo a Venezia (165 euro), a fronte di una media italiana rispettivamente del 71% per il Toc e di 108 euro per Rev par. Le altre città analizzate, oltre a Napoli e Venezia, sono Bologna, Genova, Milano, Roma e Firenze.
Comunque, in relazione al valore medio degli alberghi, il dato più elevato si registra a Milano, con quasi 20 milioni di euro, seguita da Firenze con 17 milioni e da Roma con 11 milioni. Il valore medio per camera nelle grandi città d’arte (calcolato come rapporto fra il valore medio complessivo delle strutture alberghiere e il numero delle camere presenti) a Venezia e a Firenze risulta pressoché di pari entità (rispettivamente, con 227.000 e 224.000 euro). Seguono Roma, con 180.000 euro e Milano con 163.000.
Per quanto riguarda le località turistiche, invece, il picco si registra a Livigno, con 170.000 euro in media a camera, seguita dalla Riviera ligure di Levante (140 mila), dalla Costa Smeralda (130 mila), dal Lago di Como (123 mila), sino ai 69.000 della Riviera Romagnola .
Le strutture alberghiere in Europa sono poco più di 200 mila, in progressiva flessione dal 2010; ma il numero delle camere sta contestualmente aumentando ed è arrivato a 6,7 milioni, sottolineando una progressiva concentrazione di progetti di scala sempre maggiore, soprattutto in corrispondenza delle principali destinazioni turistiche. Si arriva, infatti, a una media di 33,3 camere a struttura rispetto alle 29,7 del 2008.
L’aggiornamento annuale dello studio di Crif Res mette in evidenza che l’Italia, con i suoi 33 mila alberghi (malgrado la flessione del -2,4% fra il 2009 e il 2018) e con 1,1 milioni di camere (+1,4% nei 10 anni considerati), possiede il più grande portafoglio ricettivo in sede europea, seguita da Germania e Spagna, collocandosi in terza posizione assoluta a livello mondiale.
Se, però, parliamo di quota di mercato sui volumi di arrivi in hotel dell’Europa a 28, l'Italia rappresenta il 12,2%, occupando solo il quarto posto dopo Germania (18,3%), Francia (15,5%) e Spagna (13,5%).
In questo scenario, il settore dell'hotellerie nel nostro Paese mostra una grande vitalità, tanto da contabilizzare, nel primo semestre di quest’anno, investimenti per due miliardi.
Comunque, come a livello europeo, il numero complessivo di hotel sta calando anche nella Penisola. Dietro al dato sintetico si celano, però, comportamenti differenti, a seconda della categoria delle strutture: sui 33 mila esercizi alberghieri censiti da Istat, circa la metà è costituita da hotel a 3 tre stelle, che sono rimasti sostanzialmente invariati nel periodo considerato; mentre, si registra un incremento superiore al 20% per gli hotel a 4 stelle e al 50% per quelli a 5 stelle. Contemporaneamente, si riducono fortemente le strutture a una stella (-33%) e a due stelle (-19%).
Si assiste, pertanto, a un graduale upgrade qualitativo dell’offerta alberghiera nazionale, ma si riscontra ancora un gap evidente fra la quota di hotel di lusso sullo stock totale (10%), a fronte della penetrazione delle categorie più elevate in Europa, che raggiunge il 30%.
L’Italia annovera il più alto numero di brand (240) in sede europea, seconda solo alla Spagna, ma con un tasso di penetrazione solo del 4,8% per numero di strutture, in tendenziale crescita, ma assai inferiore al 18,9% di Germania, al 21% di Francia e addirittura al 33,3% della Spagna.
Questo indicatore tuttavia non esaurisce la lettura del grado di maturità del nostro mercato, in quanto se ci riferiamo non al numero di strutture ma al numero delle camere, il tasso di penetrazione dei brand si porta al 15,8% e raggiunge quota 50% per gli hotel di fascia più alta.
Le catene alberghiere in Italia, anche se numerose, si concentrano sui segmenti di gamma più elevata e risultano connotate da un elevato numero medio di camere rispetto allo stock presente in Italia. Infatti, il numero medio di camere per gli hotel di catena è pari a 108, oltre il triplo di un hotel medio italiano, che conta solo 33 camere. Il numero medio di camere poi si eleva a 120 se si tratta di brand internazionali e raggiunge le 126 camere per il segmento Upscale.
Del resto, va sottolineato come la domanda turistica in Italia nel 2018 abbia fatto registrare il quinto incremento annuo consecutivo delle presenze, anche se il dato dell’ultimo anno (+2%) segnala un rallentamento nella crescita rispetto ai tre precedenti. Per altro, oltre la metà delle presenze del 2018, che si attestano sui 429 milioni, è rappresentata da turisti stranieri (50,5%) con un incremento del 2,8% rispetto all'anno precedente, mentre i turisti italiani si limitano a crescere in misura dell’1,1%. Per il biennio 2019/2020 si prevede una maggiore crescita proveniente dai mercati esteri, mentre il mercato domestico dovrebbe permanere sui livelli del 2018.
Nel 2018 , il mercato degli investimenti alberghieri in Italia aveva toccato quota un miliardo di euro, in flessione del 5% rispetto all'anno precedente, sovraperformando, però, quanto accaduto nel mercato degli investimenti immobiliari nel complesso, che hanno perduto il 20% rispetto all'anno record 2017. Il dato relativo al settore alberghiero, che rappresenta il 12% dei volumi totali transati sul mercato nazionale, si colloca ben al di sopra delle medie quinquennali e decennali.
Da notare che oltre la metà degli investimenti alberghieri in Italia proviene dall'estero e, di questa, un quarto è di origine extraeuropea. Per quanto riguarda la loro destinazione, circa la metà è concentrata s Roma, seguita a distanza da Milano, Venezia e Firenze.

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