Cassa di Risparmio di Fossano raddoppia l'utile netto del 1° semestre: 5,3 milioni

Antonio Miglio, presidente
Cassa di Risparmio di Fossano 
La Cassa di Risparmio di Fossano nel primo semestre ha cnseguito un utile netto doppio rispetto a quello dello stesso periodo dell'anno scorso: 5.317.553 euro a fronte dei 2.886.290 del gennaio-giugno 2018. Il balzo dei profitti non è l'unico risultato positivo della banca controllata dall'omonima fondazione con il 76,92% del capitale e partecipata dalla Bper Banca popolare dell'Emilia-Romagna per il restante 23,08%.
La Cassa di Risparmio di Fossano, infatti, ha aumentato anche la raccolta da clientela (1,307 miliardi al 30 giugno, mentre erano 1,280 alla stessa data 20189 e gli impieghi alla clientela, ammontati a 1,617 miliardi da 1,553 di un anno prima. Limando ancora i costi operativi, scesi a 10.956.287 euro. E mantenendo elevata la solidità patrimoniale, come conferma il Cet1 al 13,38%.
Presieduta da Antonio Miglio, la Cassa di Risparmio di Fossano nel bilancio 2018 ha dichiarato un utile netto che ha sfiorato i 7 milioni, destinandone poi tre a dividendo.
Al 31 dicembre, contava 176 dipendenti, una raccolta complessiva di 2,095 miliardi; in particolare, la raccolta diretta ammontava a 1,649 miliardi (1,544 miliardi l'anno precedente). Gli impieghi complessivi a fine 2018 era pari a 1,033 miliardi (i mutui ipotecari a 725 milioni). Allora aveva sofferenze nette, pari a 21,263 milioni, calate del 9,25% e pari al 2,06% degli impieghi netti.
Al 31 dicembre 2018, il patrimonio netto della banca (vice presidente è Enrico Serafini, direttore generale Enzo Ribero e vice Silvio Mandarino) era di 125,767 milioni.

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