Reputazione dei top manager in giugno: John Elkann riconquista il terzo posto avanzano anche Messina e Andrea Agnelli


John Elkann e Andrea Agnelli
John Elkann è ritornato sul podio. Il numero uno della grande famiglia degli eredi di Giovanni Agnelli in giugno ha riconquistato il terzo posto nella classifica della reputazione web dei cento top manager italiani. Si è ripreso la posizione che, in maggio, gli aveva sottratto Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ridiventato quarto.
Il nuovo sorpasso di John Elkann, presidente di Fca e di Ferrari, oltre che della loro controllante Exor, holding della quale è anche amministratore delegato, si deve soprattutto all'operazione Renault: prima l'offerta di matrimonio poi il clamoroso ritiro della stessa in seguito alle resistenze del governo francese di Macron.
Con John Elkann, in giugno, hanno fatto registrare avanzamenti anche Carlo Messina, Andrea Agnelli, Elisabetta Ripa, Catia Bastioli e Lapo Civiletti; mentre hanno perso posizioni Mike Manley, Gabriele Galateri, Gian Maria Gros-Pietro e Rodolfo De Benedetti.
Inossidabile, in testa alla graduatoria, è rimasto Urbano Cairo, primo con 74,38, precedendo così anche Francesco Starace, l'amministratore delegato di Enel (68,29). Urbano Cairo, nato a Milano il 21 maggio 1957, ma considerato piemontese perché cresciuto nell'Alessandrino e, forse, perché da tanti anni presidente del Torino Calcio,è il numero uno di Rcs MediaGroup, che fra l'altro edita il Corriere della Sera, oltre che della Cairo Communication, leader dei periodici popolari e proprietaria de La7.
Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.
A John Elkann sono stati attribuiti 66,38 punti, mentre ne aveva avuti 64,54 in maggio. Nella tappa di aprile era arrivato secondo, a ruota di Cairo.
Carlo Messina, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, riconfermato al vertice operativo della principale banca italiana, che ha ancora la torinese Compagnia di San Paolo come primo azionista, è passato dal settimo posto di maggio (56,09 punti) al sesto del mese scorso (58,63), però era arrivato al quinto in marzo, quando aveva ottenuto 60,61 punti.
Un nuovo grande rimbalzo l'ha fatto Andrea Agnelli, fra l'altro presidente della Juventus, salito al tredicesimo posto (54,01 punti) dal ventunesimo precedente e dal ventiquattresimo di marzo. Però, in febbraio era finito dodicesimo e, in gennaio, aveva fatto un balzo addirittura di venti posizioni, conquistando il settimo posto, non solo per le prestazioni della squadra bianconera ma anche per i grandi rialzi della Juventus in Borsa, che in gennaio aveva visto la sua quotazione aumentare del 36,25% rispetto all'ultima seduta di dicembre.
Fra l'altro, Andrea Agnelli, proprio per la popolarità derivante dalla presidenza della società bianconera, precede ancora Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, ventitreesimo con 51,45 punti, a fronte dei 52,56 punti di maggio quanto aveva una posizione in più. Alla tappa di aprile era arrivato ventottesimo con 49,71 punti. Poco presente in Italia, dove resta ancora non molto noto, Manley paga anche la continua perdita di vendite e di quote nel nostro Paese, dove, in particolare, gli storici marchi Fiat e Alfa Romeo patiscono l'inadeguatezza delle rispettive gamme d'offerta. Non solo: sull'arretramento ha certamente influito anche la decisione di Manley di vendere un bel pacco di sue azioni Fca proprio il giorno dopo l'annuncio della proposta alla Renault, scelta che avrebbe indispettito anche John Elkann.
La torinese Elisabetta Ripa, che in maggio era trentasettesima con 48,07 punti e e in aprile trentaseiesima con 47,36, il mese scorso ha conquistato il posto numero 30 con 49,83 punti. Elisabetta Ripa è amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola (il piano industriale 2018-2027 prevede investimenti per 6,5 miliardi di euro).
Elisabetta Ripa, nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, fra l'altro consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill e appena insignita della Mela d'Oro del premio Marisa Bellisario,
è entrata nella classifica di Top Manager Reputation, per la prima volta, nel mese di febbraio, quando era risultata quarantaduesima con 47,17 punti, a fronte di 46,23 di marzo.
Così Elisabetta Ripa si è piazzata ancora davanti alla novarese Catia Bastioli, presidente della quotata Terno e amministratore delegato di Novamont (in maggio ha ricevuto il dottorato in Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dall'Università di Bologna). Catia Bastioli, però, ha fatto un grandissimo salto, passando dalla sessantaduesima posizione (43,58 punti) alla trentacinquesima (49,11), scavalcando così anche calibri quali Gian Maria Gros-Pietro e Gabriele Galateri.
Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, oltre che di Astm (gruppo Gavio) è sceso da cinquantaduesimo con 44,79 punti a sessantunesimo con 43,90. Torinese, Gian Maria Gros-Pietro, rieletto presidente di Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, in aprile trentasettesimo posto (46,91 punti) dopo che calato al quarantaquattresimo in marzo (46,28 punti) dal trentottesimo del mese ancora precedente (47,38).
Gros-Pietro è stato preceduto anche dal piemontese Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, riconfermato al vertice del colosso assicurativo di Trieste. A Gabriele Galateri, Top Manager ha assegnato 45,41 punti, che valgono il posto numero 52 mentre i 47,78 punti di maggio lo avevano portato al trentottesimo, dal cinquantatreesimo di aprile e dai più alti ancora dei due mesi precedenti. Quello di Gabriele Galateri in maggio era stato il miglior risultato fatto registrate dai top manager che fanno riferimento al Piemonte.
In giugno ha perso sei posizioni Rodolfo De Benedetti. E' finito al posto numero 72 con 40,31 punti. Il primogenito di Carlo De Benedetti, leader del gruppo Cofide-Cir, controllato dalla holding Fratelli De Benedetti, in aprile aveva già perso quattro posizioni rispetto a marzo, quando, invece, ne aveva guadagnate dieci.
Al contrario, di due posizioni è avanzato Lapo Civiletti, amministratore delegato della Ferrero, la cui quotazione è stata di 36,81 punti, corrispondenti al posto numero 86, comunque ancora inferiore di tre a quella di aprile. Nonostante le nuove acquisizioni e i brillanti risultati di bilancio, Lapo Civiletti resta in ombra, a causa della netta prevalenza di Giovanni Ferrero, l'erede dell'indimenticabile Michele.

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