La torinese Porchia nominata giudice Corte di Giustizia dell'Unione Europea

Ornella Porchia, neo giudice della Corte di giustizia della Ue
Pochi giorni fa, i rappresentanti dei governi degli Stati membri hanno nominato tre giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea. Tra questi c’è Ornella Porchia, docente di diritto dell’Unione Europea dell’Università di Torino, da qualche anno distaccata alla Rappresentanza italiana presso l’Unione, in qualità di Consigliere giuridico.
Insieme con Roberto Mastroianni, Ornella Porchia andrà a far parte del Tribunale, uno dei due organi giurisdizionali, insieme alla Corte di Giustizia, che compongono il sistema giurisdizionale dell’Unione Europea. Il mandato dei due italiani durerà sei anni, dal 1 settembre 2019 al 31 agosto 2025.
Ornella Porchia si è laureata in giurisprudenza nel 1991 all’Università degli Studi di Torino. Iscritta dal 1994 nell’Albo speciale dell’Ordine degli Avvocati di Torino, dal 1997 concentra la carriera accademica intorno al sistema dell’Unione europea, diventando prima associato e successivamente professore ordinario di diritto dell’Unione europea nell’Università di Torino.
Essere nominata giudice della Corte di giustizia dell’Unione Europea – ha detto Ornella Porchia – è una grande emozione, ma anche una grande responsabilità per il ruolo che andrò a ricoprire. Si tratta del coronamento di un percorso fortemente motivato, che per circa 30 anni mi ha visto impegnata nello studio dell’ordinamento dell’Unione europea. Sarà una nuova avventura, una sfida che mi consentirà di partecipare attivamente allo sviluppo e all’applicazione del diritto dell’Unione. I prossimi sei anni saranno anche un’occasione di apprendimento, anche perché un professore non smette mai di imparare”.
Per quanto riguarda gli ambiti di ricerca, Ornella Porchia si è dedicata allo studio della disciplina dell’Unione sugli aiuti pubblici alle imprese, della politica ambientale dell’Unione, del ruolo degli enti territoriali nell’ordinamento dell’Unione europea, dei principi generali e specialmente del principio generale di leale cooperazione quale criterio ordinatore dei rapporti interordinamentali. Costituiscono altresì oggetto di indagine il principio di sussidiarietà e in termini più ampi i criteri che regolano il sistema delle competenze anche alla luce delle novità introdotte dal Trattato di Lisbona. Ulteriori ambiti di ricerca sono rappresentati dall’assetto giudiziario dell’Unione europea e dal tema della responsabilità dello Stato per violazione del diritto dell’Unione nella duplice prospettiva sia rispetto all’Unione europea sia nei confronti dei singoli.
Da quest’anno, il Tribunale sarà formato da 56 giudici, due per ogni Stato membro. I giudici sono nominati di comune accordo per sei anni dai governi degli Stati membri. Ogni tre anni si procede a un rinnovo parziale dei giudici e degli avvocati generali. I giudici designano tra loro, per tre anni, il presidente della Corte, il cui mandato è rinnovabile.

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