La provincia di Torino è leader in Italia per imprese che investono nel "green"

Torino leader in Italia per le imprese che investono in prodotti e tecnologie green. Lo sancisce GreenItaly 2018, il nono rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere – promosso in collaborazione con il Conai e Novamont, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare – che misura e pesa la forza della green economy nazionale.
GreenItaly 2018 ha attribuito alla provincia di Torino il primo posto per incidenza di imprese che investono nel green (30,4% delle attive localmente) e il terzo per valore assoluto, contandone 14.379. Per quantità, Torino è superata soltanto da Milano (21.547) e Roma (25.082); ma per quota precede anche le province di Bologna (28,5%) e Padova (28%), rispettivamente al secondo e terzo posto.
In Italia sono oltre 345.000 le imprese dell’industria e dei servizi che, nell'ultimo quinquennio, hanno investito in prodotti e tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. In pratica un’azienda italiana su quattro, il 24,9% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero sono quasi una su tre (30,7%). Solo nel 2018, anche sulla spinta dei primi segni tangibili di ripresa, circa 207 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza.
In Piemonte a fare eco-investimenti sono state 25.272 imprese. Con la convinzione che questa scelta sia un antidoto contro la crisi, uno stimolo per agganciare e sostenere la ripresa. E un indubbio fattore di competitività, che trova le sue radici nel peculiare modello economico nazionale, in cui efficienza, qualità e bellezza, coesione sociale e legami territoriali alimentano i fatturati. E anche un’arma in più per contrastare i mutamenti climatici.
Le regioni che hanno più imprese green del Piemonte sono la Campania (26.176), l'Emilia-Romagna (28.270), il Lazio (32.545), il Veneto (34.797) e la Lombardia (61.650).
Le aziende di questa GreenItaly hanno un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore al resto del sistema produttivo italiano: con specifico riferimento alle imprese manifatturiere (5-499 addetti), quelle che hanno visto un aumento dell’export nel 2017 sono il 34% fra chi ha investito nel green contro il 27% tra chi non ha investito. Queste imprese innovano più delle altre, quasi il doppio: il 79% ha sviluppato attività di innovazione, contro il 43% delle non investitrici. Innovazione che guarda anche a Impresa 4.0: mentre tra le imprese investitrici nel green il 26% adotta tecnologie 4.0, tra quelle non investitrici tale quota si ferma all’11%.
Sospinto da export e innovazione, anche il fatturato cresce: basti pensare che un aumento del fatturato nel 2017 ha coinvolto il 32% delle imprese che investono green (sempre con riferimento al manifatturiero tra 5 e 499 addetti) contro il 24% nel caso di quelle non investitrici.
Alla green economy, in Italia, si devono già poco meno di tre milioni di green jobs, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Il 13% dell’occupazione complessiva nazionale. Un valore destinato a salire ancora: sulla base delle indagini Unioncamere si prevede una domanda di green jobs pari a quasi 474.000, che si tratti di ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto; e nel manifatturiero si sfiora il 15%.

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