Il Piemonte sesto per "Bandiere del gusto" 342 prodotti enogastronomici tradizionali Montébore il formaggio più raro al mondo

Forme del formaggio Montébore all'esame di Raspelli
Salgono al numero record di 5.155, nel 2019, le “Bandiere del gusto” made in Italy a tavola, con la Campania che si piazza in testa alla classifica delle regioni con più specialità tipiche, ben 531, davanti a Toscana con 461 e Lazio con 428 (il Piemonte è al sesto posto con 342). E’ quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti all’apertura del Villaggio contadino a Milano, alla presenza di oltre diecimila agricoltori, mercati contadini, agrichef con le ricette storiche ed esposizioni ad hoc per far conoscere e salvare i tesori nascosti del made in Italy.
A seguire il trio del podio, come riferito da First&Food, portale dell'enogastronomia e delle eccellenze agroalimentari italiane promosso da Firsonline, l'autorevole giornale web di economia e finanza guidato da Franco Locatelli ed Ernesto Auci, si trovano l’Emilia-Romagna (396) e il Veneto (374), davanti, appunto, al Piemonte con 342 e alla Liguria, che può contare su 299 prodotti.
A ruota tutte le altre Regioni: la Puglia con 285 prodotti tipici censiti, la Calabria (269), la Lombardia (249), la Sicilia (244), la Sardegna (205), il Trentino Alto Adige (195), il Friuli-Venezia Giulia (177), il Molise (159), le Marche (153), l’Abruzzo (148), la Basilicata con 135, la provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 36.
Particolarmente ricca, curiosa e colorata la lista delle specialità nazionali.
Per i piemontesi, immancabili tra i prodotti tradizionali sono il Montébore, il formaggio più raro al mondo, le cui origini si perdono nei secoli (viene realizzato miscelando latte crudo vaccino e ovino) e il salame d’la doja, tipico insaccato prodotto con carni suine di prima scelta condite con aglio e vino rosso.
In Liguria, vanno fieri del paté di lardo, salume fresco che deriva dalla lavorazione del lardo aromatizzato con erbe locali, ottimo per essere consumato spalmato su fette di pane appena sfornato, o il chinotto di Savona, dai cui frutti si ricava la famosa bevanda, ma anche canditi, marmellate e mostarde.
Quanto alla Valle d'Aosta viene ricordato almeno il particolare salume chiamato boudin, prodotto con patate bollite, pelate a mano e lasciate raffreddare, alle quali vengono aggiunti cubetti di lardo, barbabietole rosse (ottimo conservante naturale), spezie, aromi naturali, vino e sangue bovino o suino.

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