Venaria, riecco la "Fontana d'Ercole" storico capolavoro del Castellamonte

Il restauro, il recupero e la valorizzazione del Complesso monumentale della Fontana d’Ercole, nei Giardini della Reggia di Venaria, smantellato a partire dagli inizi del Settecento, costituiscono un intervento di eccezionale importanza storico-artistica, un unicum tra i principali cantieri di restauro avviati e conclusi in questi anni, non solo in Piemonte.
“Una sfida alta e bellissima per Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino” ha detto la presidente, Adriana Acutis, aggiungendo che “la ristrutturazione e valorizzazione del Complesso monumentale della Fontana dell'Ercole è resa possibile dall'impegno strategico e concreto delle imprese di Torino a favore del territorio”.
Adriana Acutis, presidente della Consulta di Torino
“Questo importante e innovativo intervento, progettato e orchestrato da Consulta al cuore dei giardini della Reggia di Venaria – ha sottolineato Adriana Acutis - è frutto e dimostrazione della capacità del tessuto imprenditoriale di Torino di investire e collaborare con enti pubblici e Soprintendenza per lo sviluppo, la salvaguardia e la vitalità del patrimonio culturale. E' da oltre 30 anni che Consulta, grazie alla visione strategica delle aziende che la compongono, anticipa i tempi e crea valore mettendo a frutto, per il bene della collettività, le risorse preziose presenti nella condivisa eredità culturale. Il progetto intrapreso a Venaria Reale permette di concludere il recupero della Reggia, con un intervento di fondamentale importanza per i Giardini, fonte di vitalità e sviluppo per il futuro”.
Così come lo è per i soci della Consulta, in particolare per Compagnia di San Paolo, il cui presidente, Francesco Profumo, ha affermato che “il sostegno dell'ambizioso progetto di ristrutturazione del Complesso dell'Ercole, che comprende la riqualificazione dell‟intera area archeologica della fontana, rappresenta per la Compagnia un intervento particolarmente ragguardevole, poiché consiste nell'ultimo rilevante cantiere di restauro da attuarsi presso la Reggia di Venaria. Tale recupero, insieme al progetto paesaggistico del Tempio di Diana, perfezionerà il percorso di visita dei Giardini, realtà a favore della quale la nostra Fondazione destina contributi significativi, contemporaneamente ai sostegni riconosciuti al Consorzio delle Residenze anche in qualità di ente partecipato. È peraltro dagli anni '90 che la Compagnia è coinvolta in vasti programmi di recupero del sistema “Corona di Delitiae”, con un impegno di 40 milioni di euro”.
Secondo Paola Zini, presidente della Reggia di Venaria, “con gli ultimi lotti di cantiere per il recupero della Fontana d'Ercole prende avvio la fase conclusiva non solo del programma di valorizzazione del capolavoro indiscusso del Castellamonte, ma di tutto il Progetto La Venaria Reale: il recupero definitivo della Fontana con la sua statua dell'Ercole Colosso rappresenta infatti anche il simbolo della rinascita compiuta del complesso della Venaria, il coronamento di un disegno che ha comportato sforzi titanici progettuali ed economici senza precedenti, o paragonabili solo a quelli del grandioso progetto originario”.
Dunque un importante contributo per Torino, il Piemonte e l’Italia. La Consulta di Torino, con Compagnia di San Paolo, Intesa Sanpaolo, Reale Mutua, Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Avta Associazione Venariese Tutela Ambiente - Amici della Reggia di Venaria, restituirà ai visitatori l’ultimo tassello mancante del Complesso dei Giardini della Reggia di Venaria, a poco più di dodici anni dalla sua riapertura. Un progetto che, grazie all’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città di Torino, guarda al passato non solo per riscoprirlo, ma per riproporne l’impareggiabile spettacolarità.
La posizione dell’area archeologica, situata sull’asse centrale dei giardini di Venaria, la sua estensione e la possibilità di riproporre sul sito effetti e allestimenti museali e multimediali di grande valore e di suggestivo effetto attraverso la realizzazione di copie di sculture di grandi dimensioni in scala reale, sono tra i principali temi del processo di valorizzazione. I punti essenziali del progetto di restauro, promosso dalla Consulta che vuole evocare in maniera tangibile i miti e i riti sontuosi di un luogo monumentale e dei suoi giardini, sono la riproposizione di una consistente parte dei giochi d’acqua seicenteschi, che costituivano la principale attrattiva della fontana progettata dall’architetto Amedeo di Castellamonte.
Una restituzione di sicuro effetto per i visitatori, che ricostruirà i principali espedienti idraulici che azionavano le fontane monumentali. L’apogeo di questa vera e propria “macchina idraulica” sarà il grande bacino centrale in cui verrà collocata la statua dell’Ercole Colosso, già restaurata dalla Consulta nel 2015.
Animazioni tridimensionali permetteranno di ripercorrere gli antichi scenari seicenteschi. Si creerà dunque il massimo effetto scenico dell’opera, quando prenderanno magicamente vita e forza i potenti getti d’acqua delle fontane, in un crescendo progressivo accompagnato da luci e suoni di una colonna musicale cadenzata sui ritmi dei giochi idraulici. Sarà come assistere ad una sinfonia barocca, dove tutti i registri dell’organo a cento canne suoneranno simultaneamente aperti per affascinare e commuovere. L’eccezionale progetto è inserito negli interventi che possono beneficiare dell’Art Bonus e delle relative agevolazioni fiscali.
I Soci di Consulta dono A2a, Armando Testa, Arriva, Banca del Piemonte, Banca Fideuram, Banca Passadore, Buffetti, Buzzi Unicem, C.L.N., Compagnia di San Paolo, Costruzioni Generali Gilardi, Deloitte & Touche, Ersel, Fenera Holding, Ferrero, FCA Fiat Chrysler Automobiles, Fondazione Crt, Garosci, Geodata, Gruppo Ferrero-Sied Energia, Intesa Sanpaolo, Italgas, Lavazza, Martini & Rossi, Megadyne, M. Marsiaj & C., Reply, Skf, Reale Mutua, Unione Industriale di Torino, Vittoria Assicurazioni.

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