Nei numeri di Banca d'Italia la spiegazione della fuga dei piemontesi dai fondi comuni

Effetto delusione sul patrimonio finanziario affidato dalle famiglie piemontesi alla custodia delle banche operanti in Piemonte. Il calo a 86,819 miliardi di euro emerso al 31 dicembre 2018 (-6,5% rispetto alla stessa data del 2017), infatti, ha una sicura ragione nei rendimenti negativi dei vari prodotti che formano il portafoglio delle famiglie, piemontesi e non.
Come pubblicato dalla Banca d'Italia, l'anno scorso l'investitore in fondi comuni ha perso mediamente il 5,5%, al netto delle imposte e delle commissioni. In particolare, la perdita media è stata dell'11,4% per i fondi azionari, del 5,9% per i bilanciati e del 3,3% per gli obbligazionari. Quanto alle azioni, la perdita media della Borsa italiana è risultata del 12,3%, pur tenendo conto dell'incasso dei dividendi e del 4% è stato il rendimento negativo delle azioni estere.
Un po' meno peggio è andata ai detentori di titoli di Stato: al netto della ritenuta del 12,5%, la perdita sui Btp è stata dell'1,4% e del 4% quella sui Cct; mentre hanno dato un rendimento positivo dello 0,4% i Bot, sempre al netto della ritenuta del 12,5%. Buona, invece, si è rivelata la scelta di chi ha investito in obbligazioni estere, il cui rendimento medio è stato del 4,8%.
Questi risultati spiegano perché il valore dei fondi comuni d'investimento affidati in custodia alle banche dalle famiglie consumatrici piemontesi, nel 2018, è sceso a 42,860 miliardi (-4,8% rispetto al 2017), quello delle azioni a 8,235 miliardi (-11,9%) e quello delle obbligazioni bancarie a 11,609 miliardi (-20,6%). Il valore delle corporate è diminuito del 3,6% a 7,404 miliardi.
L'unico valore in crescita del portafoglio dato in custodia è stato quello dei titoli di Stato italiani, aumentato del 3,4% a 16,582 miliardi.
Le famiglie produttrici piemontesi hanno preferito spostare parte dei loro risparmi sui conti correnti, come dimostra il fatto che il valore dei loro depositi sui conti bancari è salito a 55,918 miliardi, con un incremento del 5,7% rispetto al 2017, nonostante la mancanza di redditività dato che l'interesse riconosciuto dalle banche è stato nullo o quasi. Una controprova del fenomeno emerge dai dati sui depositi a risparmio, il cui valore è calato ancora dell'1,2% a 25,621 miliardi.

Nessun commento: