Maggio gelido per le quotate piemontesi capitalizzazione diminuita di 13,4 miliardi

Maggio è mese di fioriture e rifioriture. Quest'anno, ha tradito. Anche in Borsa. Soltanto otto delle 31 quotate che fanno riferimento al Piemonte hanno evitato la gelata, costata al listino subalpino 13,378 miliardi. Di tanto, infatti, è diminuita la sua capitalizzazione complessiva rispetto al 30 aprile, essendo calata a 96,177 miliardi, compresi i 2,604 di Ubi Banca, che ha la Fondazione Crc di Cuneo come maggiore azionista singolo”.
Incomincia così l'articolo di oggi, 16 giugno, pubblicato dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera che, ogni domenica, dedica una rubrica alle quotate subalpine.
A scampare alle intemperie borsistiche di maggio, provocate dalle turbolenze politiche accentuate dalla vigilia elettorale, dal peggioramento dell'economia nazionale e delle previsioni congiunturali, dalle battaglie tra il governo italiano e la Commissione europea, oltre che da fattori globali come la guerra dei dazi scatenata da Trump – ha scritto il Corriere Torino - sono state soltanto Autogrill, Diasorin, Iren, Italgas, Juventus, Tinexta e le due controllate dalla famiglia Gavio, cioè Astm e Sias, delle quali è appena stata annunciata la prossima fusione”.
In maggio, Piazza Affari ha fatto crescere di 1,251 miliardi il valore riconosciuto alle otto subalpine che hanno battuto l'andamento sfavorevole generale. Rispetto alla fine di aprile, il rialzo è stato di 241,25 milioni per la Juventus, 233,45 per Diasorin, 185,73 per Iren, 176,88 per Sias, 166,23 per Astm, 90,27 per Autogrill, 84,29 per Tinexta e 71,15 per Italgas.
Fra l'altro, poi, nella prima metà di giugno, hanno fatto segnare i loro nuovi massimi storici le azioni di Astm (27,34 euro), Diasorin (103,50 euro), Italgas (5,944 euro) e Tinexta (14,76 euro). Mentre, nello stesso periodo, sono precipitati ai rispettivi minimi di sempre i titoli della Bim Banca Intermobiliare (0,122 euro, proprio venerdì scorso) e dell'Italia Independent di Lapo Elkann (1,59 euro, nella seduta di mercoledì 12).
Tornando a maggio, le blue chip piemontesi che hanno patito di più sono state Intesa Sanpaolo, il cui valore borsistico è calato del 21,84% (nel mese la capitalizzazione è scesa di 8,933 miliardi); Ubi Banca, che ha perso il 18,07%, corrispondente a 574,49 milioni; Fca (-16,70%, pari a 3,557 miliardi), Buzzi Unicem (-11,19%, pari a 426,16 milioni) ed Exor (-5,77%, pari a 827,21 milioni).
Ed ecco le capitalizzazioni delle quotate subalpine al 31 maggio 2019, in milioni di euro:
Intesa Sanpaolo 31.940,95; Fca 17744,82; Exor 13.515,60; Diasorin 5.111,18; Italgas 4,566,07; Sias 3.522,58; Buzzi Unicem 3.383,40; Iren 2.283,15; Ubi Banca 2.604,38; Astm 2.399,10; Autogrill 2.294,86; Reply 2.164,60; Juventus 1.507,34; Tinexta 612,39; Dea Capital 388,30; Guala Closure 362,47; Cofide 352,67; Basicnet 305,37; Prima Industrie 165,69; Bim 95,32; Pininfarina 84,34; Cover50 42,68; Centrale del Latte d'Italia 36,66; Fidia 23,37; Italia Independent 19,36; M&C 14,91; Cdr Advance Capital 12,52; Conafi 10,69; Ki Group 7,01; Borgosesia 6,81; Visibila 0,92.

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