L'emorragia dell'artigianato della regione quasi 4.000 chiusure nei primi tre mesi

Fabrizio Actis, presidente Cna Piemonte
“Nuova, rilevante perdita dell'artigianato piemontese. Nel primo trimestre di quest'anno, il sistema regionale del settore si è impoverito di un altro migliaio di imprese”. Lo ha riportato L'Economia del Nord Ovest, inserto pubblicato ogni lunedì dal Corriere Torino, rifacendosi a dati di Infocamere e Unioncamere.
Dall'inizio di gennaio alla fine di marzo, in Piemonte sono state quasi 4.000 (per la precisione 3.926) le imprese artigiane che hanno chiuso i battenti definitivamente, a fronte delle 2.886 che li hanno aperti per la prima volta. La differenza è negativa per 1.040 imprese.
Perciò, al 31 marzo, le imprese artigiane in attività in Piemonte sono risultate 115.469, pari all'8,9% delle 1.297.002 di tutta l'Italia.
Per l'artigianato, l'inizio d'anno, in Piemonte è stato più sofferto che nel resto del Paese, perché in regione il calo delle imprese è stato dello 0,89% rispetto al 31 dicembre 2018, mentre a livello nazionale è stato dello 0,80, corrispondente a 10.473 imprese.
Per quanto riguarda le singole province piemontesi, la rilevazione di Infocamere e Unioncamere mostra che, nel primo trimestre, le chiusure di imprese artigiane sono state 144 nel Vercellese (117 le nuove aperture), a Torino e provincia 870 (1.445) nell'Astigiano 210 (163), nel Novarese 301 (209), nell'Alessandrino 405 (284), nel Cuneese 664 (455), nel Biellese 175 (113), nel Verbano-Cusio-Ossola 157 (100).
Proporzionalmente è stata proprio la provincia di Verbania a denunciare il maggiore tasso di perdita (-1,34%), precedendo anche quella di Biella (-1,21%) e di Cuneo (-1,19%); mentre il minor calo percentuale, in Piemonte, è stato della provincia di Vercelli (-0,59%), che ha subito meno anche delle province di Torino (-0,71%) e di Asti (-0,76%).

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