La classifica mondiale delle Università nessuna italiana figura nelle prime 148

Lo stradominio statunitense nel mondo delle università rimane difficile da intaccare per chiunque, sia per gli storici atenei britannici che per le nuove leve asiatiche. Figuriamoci per l’Italia, che, in ogni caso, prova a difendersi piazzando in classifica 34 atenei, diventando così il settimo Paese più rappresentato al mondo e il terzo dell’Unione Europea, dietro a Regno Unito (84) e Germania (47).
Lo riporta Firstonline, il prestigioso e autorevole giornale web di Ernesto Auci e Franco Locatelli, rifecendosi ai della classifica mondiale delle università più famosa al mondo: il QS World University Ranking, che tiene conto dei giudizi di 94mila tra docenti, accademici e ricercatori, 44mila manager e direttori delle risorse umane. Lo studio considera anche 11.8 milioni di pubblicazioni scientifiche, 100 milioni di citazioni, dati sulla distribuzione di 23 milioni di studenti e di circa 2 milioni di docenti e ricercatori.
I primi dieci posti della classifica sono divisi equamente tra Stati Uniti ed Europa, con cinque università made in Usa e cinque del vecchio continente. A tenere alto l’onore europeo è il Regno Unito, con quattro sue università tra le top ten, l'altra è della Svizzera.
Per l’ottavo anno consecutivo, un vero e proprio record, al primo posto spicca il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, l’inarrivabile università americana famosa per il suo attivismo nel mondo della ricerca. Ma è a stelle e strisce tutto il podio, perché al secondo posto c’è Stanford e al terzo l’università di Harvard, la più antica degli Stati Uniti.
A rompere, momentaneamente. lo stradominio americano arriva l’Università di Oxford, al quarto posto, seguita dal California Institute of Technology (Caltech), quinto. Al sesto e settimo posto troviamo, rispettivamente, Eth Zurich– Swiss Federal Institute of Technology (Svizzera) e l’università di Cambridge. In ottava e nona posizione due fiori all’occhiello del Regno Unito: l’Ucl (University College London) e l’Imperial College London. Chiude la top ten l’università di Chicago.
L’Italia è ben lontana dalla Top 10, ma – commenta Firstonline - oltre a difendersi per numero di Università in classifica, mostra anche alcune eccellenze”. Come confermato da Ben Sowter, direttore della QS Intelligence Unit, il quale ha detto che “l'’Italia possiede eccellenze universitarie straordinarie e ci auguriamo che la sua classe dirigente le sostenga con investimenti adeguati e politiche lungimiranti”.
Il migliore ateneo italiano in classifica, per il quinto anno consecutivo, è il Politecnico di Milano, salito dal 156esimo al 149esimo posto, migliorando in termini di reputazione e credibilità. Posizione rilevante anche quella del Sant’Anna di Pisa, 156esima nella classifica generale, ma tra le prime 10 al mondo quanto a impatto della ricerca prodotta.
Tra le università italiane prese in considerazione, cinque hanno peggiorato la loro posizione: Ferrara, Brescia, la scuola superiore Sant’Anna di Pisa (da 167 a 177), la Normale di Pisa (da 175 a 204) e la Cattolica.
Movimento contrario per Firenze, che guadagna 53 posti, salendo alla 448esima posizione. Bene anche l’università di Napoli Federico II, che sale di 48 gradini rispetto alla edizione precedente classificandosi al 424°. Trento e Pisa entrano tra le top 400 al mondo, classificandosi entrambe al 389° posto, balzando in avanti rispettivamente di 37 e 33 posti.
Hanno migliorato le loro posizioni anche Bologna, la Sapienza di Roma (203°), Padova, il politecnico di Torino, la Statale di Milano, Milano Bicocca, Torino, Genova, Modena-Reggio Emilia. Fanno invece il loro debutto nella classifica di QS World University, piazzandosi nella fascia 801-1000: Parma, Udine, Salerno e il Politecnico di Bari.

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