Borsa: Juve l'unica blue chip piemontese che ha chiuso in rosso il mese di giugno

Sarri nel museo Juve con il presidente Agnelli e il vice Nedved
“Solo una delle otto blue chip piemontesi ha finito giugno in ribasso rispetto al 31 maggio. Unica big del listino subalpino a chiudere in rosso l'ultimo mese borsistico, caratterizzato dall'incremento del 7,2% dell'indice Ftse Mib è stata la Juventus, la cui azione ha avuto il prezzo finale di 1,478 euro, inferiore del 3,5% a quello del 31 maggio. L'ingaggio di Sarri non ha convinto gli investitori, che avevano puntato su Guardiola. I campi di gioco diranno se hanno hanno sbagliato a vendere”.
Incomincia così la rubrica dedicata alle quotate piemontesi pubblicata oggi, 30 giugno, come ogni domenica, dal Corriere Torino, edizione locale del Corriere della Sera.
“Delle altre sette blue chip subalpine, due hanno fatto registrare i loro massimi storici in giugno: Diasorin (107,20 euro) e Italgas (6,122)” si legge nell'articolo del Corriere Torino, con l'aggiunta che “invece, sono stati recuperi quelli di Buzzi Unicem (17,845 euro l'ultima quotazione), Intesa Sanpaolo (1,882 euro), Exor (61,60 euro a fronte dei 56,22 di fine maggio), Fca (12,266 euro, 0,28 più di un mese fa) e Ubi Banca (2,40 euro, 0,111 in più)”.
In particolare, il rialzo di Ubi Banca, che ha come maggiore azionista singolo la Fondazione Crc di Cuneo, è stato spiegato con l'ipotesi di un matrimonio con il Banco Bpm, del quale è azionista la Fondazione Crt con l'1% e che, fra l'altro, possiede una quota rilevante della Banca di Asti. Quanto ai recuperi di Exor e della sua controllata Fca sono conseguenti alle indiscrezioni relative alla ripresa dei colloqui con il vertice di Renault da parte del gruppo guidato da John Elkann.
Comunque, in giugno, oltre alle sette blue chip, hanno evidenziato rialzi rispetto alla fine di maggio anche altre 11 delle 31 quotate piemontesi. A partire dalla coppia del gruppo Gavio, cioè Astm (28,40 euro l'ultimo prezzo) e Sias (16,31), prossime alla fusione. Con il segno più hanno terminato giugno pure Autogrill (9,215 euro), Borgosesia (0,51), Cdr Advance Capital (0,585), Conafi (0,302), Dea Capital (1,276), Guala Closures (6,34), Iren (2,286), Reply (59,95) e Tinexta (13,16).
In particolare, Astm e Reply, in giugno, hanno toccato il loro nuovi massimi da sempre: 28,64 euro la controllata di Gavio e 61,20 euro la società torinese fondata e guidata dalla famiglia Rizzante, che ne possiede la maggioranza. Al contrario, nel mese, sono scese ai loro minimi storici Bim (0,1175 euro), Italia Independent (1,50) e Visibilia Editore (1,22).
Infine, ecco i prezzi di venerdì scorso, ultimo giorno borsistico di giugno , fatti segnare dalle restanti quotate piemontesi che hanno chiuso in rosso il mese : Basicnet 4,755 euro (5,02 euro il 31 maggio, Centrale del Latte d'Italia 2,61(2,63), Cofide 0,4665 (0,4915), Cover 9,40 (9,70), Fidia 4,09 (4,585), Ki Group 1,05 (1,20), M&C 0,0374 (0,0378), Pininfarina 1,47 (1,53), Prima Industrie 14,92 (15,76).

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