Quaglia, rieletto: "Sarò difensore attento dell'autonomia della Fondazione Crt"

Giovanni Quaglia, rieletto presidente della Fondazione Crt
All'unanimità, Giovanni Quaglia è stato rieletto presidente della Fondazione Crt. Il nuovo Consiglio di Indirizzo dell'ente torinese di via XX Settembre, alla sua prima riunione, con 17 presenti su 18, ha rinnovato l'incarico a Quaglia per i prossimi quattro anni (era già stato eletto l'1 febbraio 2017). La candidatura di Quaglia, nell'unica lista presentata, è stata sottoscritta da 15 consiglieri, anche se ne bastavano sei. Fra l'altro, è stato prescelto al di fuori del Consiglio di Indirizzo, dato che non ha voluto essere indicato in nessuna delle terne presentate dagli enti designanti, proprio per sottolineare la sua totale indipendenza.
Nel discorso programmatico per il mandato 2019-2023, Quaglia ha sottolineato “il rapporto sereno e proficuo con le istituzioni civili, economiche e religiose, le fondazioni e associazioni del territorio, le tante realtà culturali, imprenditoriali, del mondo del lavoro e delle professioni, il variegato e fondamentale mondo del terzo settore”.
A tutti gli amministratori pubblici, “va l’assicurazione di un convinto riconoscimento del difficile compito di gestire la cosa pubblica e del primato delle istituzioni” ha detto Quaglia, che poi, ai presidenti delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, riuniti nell’omonima Associazione da lui stesso presieduta, ha espresso “la disponibilità a continuare e, se possibile, rendere più pregnante ed efficace un condiviso comune servizio al territorio”.
La scelta unanime che avete effettuato – ha detto il presidente ai consiglieri di Indirizzo della Fondazione Crt – dà certamente più forza e autorevolezza alla mia presidenza, ma conferisce un prestigio e una forza straordinari allo stesso Consiglio. Inoltre, la pressoché unanime modalità di designazione e di scelta di ognuno di voi, smentisce ricorrenti insinuazioni di interferenze o pressioni dall’esterno”.
Abbiamo l’orgoglio di essere uomini liberi – ha sottolineato Quaglia – pertanto, sarò difensore attento, al vostro fianco, dell’autonomia della Fondazione, delle vostre libere scelte, delle decisioni che andrete ad assumere, soprattutto negli appuntamenti cruciali, tra due anni per il rinnovo del Consiglio di amministrazione e, tra quattro, per la nomina del mio successore. Mi auguro che tutte le istituzioni, ai vari livelli, abbiano la stessa determinazione, la stessa autonomia, la stessa libertà di giudizio e la stessa trasparenza che ha e che avrà la Fondazione Crt”.
Rivendicare con forza il proprio ruolo – ha spiegato – significa rafforzare e rendere chiara la propria identità, che sta certamente in quello che abbiamo fatto e facciamo, ma anche, e forse soprattutto, nella relazione con il territorio e i suoi attori”.
Quindi, dopo aver ricordato che, in oltre 27 anni, “la Fondazione è cresciuta, si è consolidata, ha rafforzato e differenziato il patrimonio, potendo così svolgere un ruolo significativo nella promozione della coesione sociale, economica e culturale del Piemonte, della Valle d’Aosta e, con le altre Fondazioni, del Paese”.
Quindi, ha evidenziato che “il profilo dell’impegno del mondo delle Fondazioni, nell’attuale scenario, dovrà sempre più privilegiare le partnership con altri soggetti, per poter rispondere in modo efficace ed efficiente alle sfide del cambiamento e creare così valore per le comunità e per il territorio”.
Per il futuro – ha annunciato – ci saranno di grande aiuto le indicazioni emerse nella prima fase degli Stati Generali, la grande operazione di ascolto collettivo per ridefinire mission, vision e strategie della Fondazione per i prossimi anni. E questo, nella convinzione dell’imprescindibile esigenza di collocare le scelte in una prospettiva sistemico-strategica, di fare squadra per condividere analisi e decisioni e di lavorare insieme per far percepire a tutti che Fondazione Crt è una comunità di persone impegnate per gli altri”.
Dopo aver sintetizzato i possibili profili per il futuro ruolo della Fondazione Crt – tra cui quello di “agente di sviluppo”, con la messa in campo non solo di risorse economiche, ma anche di una più ampia gamma di competenze tecniche, relazionali, finanziarie, progettuali, e di “tessitrice di reti” con le istituzioni, il mondo del no profit e del terzo settore – Quaglia ha affermato: “è emersa dagli Stati Generali una grande aspettativa nei confronti della Fondazione Crt che, nel corso della propria storia, ha attivato risorse per 1,6 miliardi di euro, senza trascurare neppure uno dei 1.284 Comuni piemontesi e valdostani”.
Il primo a complimentarsi con Quaglia è stato Massimo Lapucci, il Segretario generale della Fondazione Crt: "Le mie più sincere congratulazioni al rinnovato presidente, al quale mi lega una proficua e reciproca collaborazione sin dal mio arrivo in Fondazione, durante la sua vicepresidenza. A lui auguro, con stima e amicizia, la continuazione di un fruttuoso e sereno lavoro per la Fondazione e per il territorio".
Cuneese di Genola, classe 1947, Giovanni Quaglia è docente di Economia e Direzione delle Imprese al Dipartimento di Management dell’Università di Torino. È presidente dell’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria piemontesi, di Ream Sgr, del Comitato di Supporto di Cassa Depositi e Prestiti, componente del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo dell’Acri. È stato sindaco di Genola, consigliere regionale del Piemonte, presidente della Provincia di Cuneo. È presidente, amministratore e sindaco di Società e di associazioni culturali e di promozione territoriale. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su temi economici e filantropici ed è stato insignito di diversi titoli onorifici, tra cui Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana dal presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2002, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Gregorio Magno da Papa Francesco nel 2017. Nel 1995 ha ricevuto, dal ministro della Pubblica Istruzione, la Medaglia d’oro di prima classe per meriti particolari nel settore della cultura, dell’arte e dell’istruzione.

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