"Piemonte, 25 pmi pronte per minibond"

Le piccole e medie imprese, che hanno ancora difficoltà di accesso al credito tradizionale, possono guardare ai minibond, innovativo strumento di finanziamento di tipo obbligazionario, come scelta che può accelerare l’attuazione di progetti di crescita, attenuando i rischi connessi alla dipendenza dal canale bancario. E secondo un’elaborazione, realizzata da Classis Capital sim, sono una trentina le pmi piemontesi nelle condizioni di poter già effettuare questa scelta.
È quanto emerso, all'Unione Industriale di Torino, nel corso di un incontro promosso da Classis Capital sim, società milanese di consulenza indipendente (sede secondaria a Torino) per la presentazione di uno studio sulle potenzialità dei minibond nel sistema industriale piemontese. L’indagine ha permesso di identificare un campione di imprese potenzialmente in target per l’emissione di un minibond a supporto delle proprie strategie di sviluppo.
L’elaborazione, condotta dal Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale - è partita dall’esame delle circa 35.000 piccole e medie imprese attive in Italia, con fatturato annuo compreso tra i cinque e i 250 milioni di euro, che rappresentano la platea più qualificata per l’emissione di titoli di debito ad alto rendimento, anche detti minibond.
L’elaborazione ha portato a identificare in Piemonte un campione di 25 imprese, che, insieme, hanno 3.500 dipendenti e un fatturato aggregato di 1,2 miliardi (il valore medio è di 50 milioni).
Dario Gallina con Giuseppe Gherzi
Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino ha commentato: “La recente crisi, durata quasi dieci anni, ha determinato un processo di selezione darwiniana, lasciando in eredità un sistema di pmi meno numeroso ma più solido. Tutte le ricerche più recenti, compresa la nostra analisi congiunturale previsiva, convergono nel descrivere la presenza in Piemonte di un rilevante serbatoio di imprese medie e piccole caratterizzate da eccellenza tecnologica, forte proiezione sui mercati internazionali, evidenti trend di crescita, solide strutture finanziare e pertanto in grado di crescere anche attraverso iniezioni di capitale esterno sia di equity che di debt”.
I minibond sono un innovativo strumento di finanziamento di tipo obbligazionario che permette anche ad aziende non quotate, di raccogliere capitale da investitori istituzionali, realizzare una diversificazione delle proprie fonti di finanziamento e attenuare i rischi connessi alla dipendenza dal canale bancario. Per essere strumenti appetibili, tuttavia, i minibond devono essere emessi da aziende con un adeguato rapporto rischio/rendimento, con una chiara visione strategica e piani di sviluppo solidi. Secondo gli ultimi dati resi noti, nel 2018 in Italia si sono registrate 198 emissioni, in aumento rispetto alle 170 del 2017, con un controvalore di 4,3 miliardi di euro.

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