Intesa Sanpaolo Vita (compagnia torinese) grande accelera sulle polizze Casa e Salute

Luigi Maranzana, presidente Intesa Sanpaolo Vita
Il consiglio di amministrazione della compagnia torinese Intesa Sanpaolo Vita, riunitosi sotto la presidenza del piemontese Luigi Maranzana (ex ad dello storico “San Paolo”) e sotto la direzione dall’amministratore delegato Nicola Maria Fioravanti - responsabile anche della Divisione Insurance di Intesa Sanpaolo - ha approvato i risultati al 31 marzo 2019.
“La Divisione Insurance – ha dichiarato Nicola Maria Fioravanti – chiude il primo trimestre dell’anno con un utile di periodo pari a 160 milioni di euro, contribuendo per circa il 10% al risultato del Gruppo Intesa Sanpaolo e con un Solvency Ratio del 195%. L’elevata redditività e la solidità patrimoniale si accompagnano al costante impegno sia delle oltre 800 persone della Divisione, sia delle reti distributive nell’offrire prodotti e servizi di qualità alla nostra clientela, consentendole di affrontare con maggior serenità l’attuale periodo di incertezza”.
Fioravanti ha aggiunto: “Abbiamo ulteriormente focalizzato la Divisione sul welfare, sia nella componente previdenziale, sia in quella della protezione, per soddisfare la crescente attenzione e le nuove esigenze di clienti retail e imprese. In entrambi i business l’andamento nei primi tre mesi dell’anno è stato rilevante, soprattutto nel comparto non-motor, dove i prodotti Casa e Salute sono cresciuti complessivamente di circa il 140% rispetto al 2018.”
Gli asset under management sono cresciuti del 3,3% passando da 148,803 miliardi al dicembre 2018 ai 153,670 di fine marzo.
Il risultato netto consolidato è sceso da 204,3 milioni al 31 marzo 2018 a 159,9 milioni, evidenziando un decremento del 21,7%, da attribuire in prevalenza a componenti di natura finanziaria realizzate nel primo trimestre dello scorso anno.
La produzione lorda vita segna anch’essa una diminuzione del 31,4% da 5,552 miliardi del 31 marzo 2018 a 3,807 miliardi al 31 marzo 2019. Tale andamento è dovuto a: un ampliamento dell’offerta sui prodotti tradizionali, che ha comportato un incremento della raccolta del 43,1%, pari a 668,6 milioni, un incremento del 8,1% della raccolta sul business previdenziale, che passa da 171,8 milioni rilevati al 31 marzo 2018 a 185,8; una flessione della raccolta sui prodotti Unit Linked offerti, il cui collocamento ha risentito dell’incertezza dei mercati finanziari. Tali prodotti hanno evidenziato, al 31 marzo 2019, una raccolta lorda per 1,401 miliardi, in diminuzione del 63,4 per cento.

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