In Piemonte boom di chiusure di aziende in tre mesi nel Cuneese 3.000 cessazioni

Ferruccio Dardanello, presidente
Camera di Commercio di Cuneo
E' stato glaciale il primo trimestre 2019 per l'imprenditoria piemontese. Dal primo giorno di gennaio all'ultimo di marzo, infatti, il sistema produttivo regionale ha perso oltre tremila aziende. Quasi 12.000 sono le imprese che hanno cessato l'attività nel periodo, a fronte delle 8.782 che hanno aperto i battenti per la prima volta.
Così, al 31 marzo, sono risultate 427.909 le imprese iscritte alle Camere di commercio del Piemonte. Altre sei regioni ne hanno di più: Lombardia 956.909, Lazio 657.644, Campania 591.694, Veneto 481.896, Sicilia 464.397 ed Emilia-Romagna 451.413.
L'impoverimento ha riguardato tutte le province piemontesi, persino il mitico Cuneese, campione, non solo regionale, per spirito d'iniziativa economica.
La provincia di Cuneo, nel primo trimestre 2019, ha fatto registrare più di 2.000 chiusure di imprese (per la precisione 2.009), a fronte delle 1.307 nate nello stesso arco di tempo. Soltanto due delle oltre cento province italiane hanno subito una contrazione del tessuto produttivo locale percentualmente superiore a quello cuneese (le province di Ferrara e di Gorizia).
Un po' meno peggio è andata nelle altre province piemontesi, finite comunque nel gruppo di quelle con i maggiori tassi di perdita, a livello nazionale: Asti, Biella, Verbania più del doppio della media nazionale (-0,36%), Vercelli esattamente il doppio, poco meno Alessandria, Novara e Torino.
Tra l'inizio di gennaio e la fine di marzo, Infocamere e Unioncamere hanno censito in provincia di Torino 6.072 chiusure di imprese a fronte delle 4.750 che hanno avviato l'attività; nel Novarese le nate sono state 603 e 787 le cessate. Nell'Alessandrino le chiusure sono risultate 1.108 (820 le nuove aperture), nel Vercellese 443 (327), nel Verbano-Cusio-Ossola (355 (257), nel Biellese 445 (293) e nell'Astigiano 630 (425).

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