Filantropia, Massimo Lapucci (Efc) "svela" i nuovi obiettivi delle fondazioni europee

Massimo Lapucci, presidente Efc
e Segretario generale Fondazione Crt
Alla vigilia del rinnovo del Parlamento europeo, davanti a 800 rappresentanti della filantropia istituzionale provenienti da tutto il mondo, in particolare Europa e Stati Uniti, il presidente dell’European Foundation Centre (Efc), Massimo Lapucci, ha chiuso la tre-giorni della Conferenza annuale di Parigi, il più importante evento del settore, dal titolo “Liberté, égalité, philanthropie”. Parafrasando il celebre motto della rivoluzione francese, la Conferenza di Efc ha voluto sottolineare che i valori universali di libertà, uguaglianza e solidarietà non sono ancora pienamente realizzati, in un contesto globale segnato da crescenti disparità e dall’emergere di tendenze illiberali e divisive.
Nel trentennale di Efc, nato lo stesso giorno della caduta del Muro di Berlino, il presidente Lapucci, che è anche Segretario generale della Fondazione Crt, ha lanciato la sfida per un nuovo ecosistema della filantropia in Europa: “Dobbiamo avere il coraggio – ha detto – di avviare il processo di consolidamento del settore, in vista di una possibile fusione tra network internazionali, per ottimizzare la capacità di dialogo con le istituzioni della Ue e massimizzare l’impatto delle 150.000 fondazioni europee. Una filantropia più coesa e, quindi, più forte, autorevole ed efficace, infatti, è la formula vincente non solo per il settore, ma anche per l’Europa, per rinsaldare i principi su cui si fonda la casa comune ed evolvere verso una società più equa e più solidale”.
Ricordando che gli enti filantropici in Europa gestiscono patrimoni per 500 miliardi di euro e mettono in campo risorse per 60 miliardi l’anno, con finalità collettive e di utilità sociale, Massimo Lapucci ha affermato: “Senza snaturare se stesso, il non profit deve ibridarsi maggiormente con il profit, incorporando nel proprio Dna principi come il rigore nella gestione patrimoniale, l’efficienza, la trasparenza. Allo stesso tempo, le fondazioni hanno il dovere di essere innovative nell’impiegare i propri rendimenti, per creare impatto sociale, amplificando la propria azione con l’utilizzo di strumenti di impact investing, con una migliore interpretazione dei Big Data per il bene comune e con meccanismi di cofinanziamento europeo dei capitali ‘pazienti’, tramite il fondo di garanzia da 38 miliardi di euro del programma InvestEU 2021-2027”.
Nell’augurare buon lavoro al nuovo Parlamento europeo che uscirà dalle urne di domenica, il presidente di Efc ha dichiarato: “Dopo le elezioni rilanceremo il nostro appello per un Mercato unico della Filantropia, con la piena garanzia di tutte le libertà fondamentali che, paradossalmente, ancora mancano, a un quarto di secolo dal Trattato di Maastricht. Così come quest’ultimo ha avuto un profondo impatto sullo sviluppo futuro dell'integrazione europea, un Mercato unico della Filantropia avrebbe un profondo impatto sullo sviluppo futuro del nostro settore, che porta benefici chiari e tangibili per i cittadini, le comunità, la società nel suo complesso”.
Come è possibile – ha aggiunto Lapucci – che la filantropia assolva al meglio la propria missione riequilibratrice delle disuguaglianze, in un mondo in cui l’1% della popolazione possiede più ricchezze del restante 99% dell’umanità, se esistono ancora oggi barriere tra Stati alla circolazione delle risorse non profit?”.
Da questo punto di vista, il “Manifesto europeo della Filantropia”, promosso da Efc e Dafne per creare un ambiente favorevole al settore e rendere più incisivo l’impatto delle risorse private per il bene comune, è un ponte tra la legislatura europea che si è appena conclusa e la prossima che si sta per aprire.
Noi europei – ha concluso Massimo Lapucci, nel delineare un ultimo aspetto della strategia globale – dobbiamo essere capaci di cogliere le trasformazioni della filantropia in altre aree del mondo, a partire dalla Cina, dove il rapido sviluppo del settore sta emergendo con straordinaria energia. È tempo di lavorare insieme, di crescere grazie a una maggiore integrazione tra organizzazioni di Stati Uniti, Asia, Africa: così si possono scambiare best practice e costruire reti di fiducia, conoscenza e consapevolezza che non siano episodiche e superficiali, ma durature e profonde”.
L’Efc, nato nel 1989 a Bruxelles, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della filantropia nella società, riunisce circa 250 organizzazioni europee e statunitensi. L’Italia è presente con 34 organizzazioni. Oltre alla Fondazione Crt e alla Compagnia di San Paolo, figurano protagonisti storici della filantropia internazionale, come Rockefeller Foundation, Bill & Melinda Gates Foundation, Ford Foundation, Wellcome Trust, Robert Bosch Stiftung, Bertelsmann Stiftung, Barrow Cadbury Trust, Fundação Calouste Gulbenkian, King Baudouin Foundation, Stavros Niarchos Foundation.

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