Battaglino: l'esempio virtuoso di Barricalla che a Collegno smaltisce i rifiuti pericolosi

Alessandro Battaglino,
presidente di Barricalla
Riporta l'utile di 1,6 milioni il bilancio 2018 di Barricalla, la società torinese che, a Collegno, gestisce l’omonimo impianto di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non, considerato un modello a livello europeo per gli alti standard di sicurezza e di gestione. Quello passato è stato il trentesimo anno di attività di Barricalla, presieduta da Alessandro Battaglino.
Il risultato che tiene già conto sia dei significativi accantonamenti necessari per la gestione post-mortem (ovvero il controllo e la manutenzione dell’area una volta esauriti i lotti), sia degli impegnativi costi necessari per la costruzione del nuovo lotto dell’impianto. Inaugurato il 14 settembre il V lotto permetterà il conferimento di altri 500.000 metri cubi di materiali: un dato rilevante per un Paese afflitto da una costante emergenza-rifiuti e in cui, al momento, esistono solo 12 discariche per rifiuti speciali pericolosi delle 37 che sarebbero necessarie entro il 2035 secondo le direttive emanate dalla Ue nel contesto del “Piano di azione europeo per l’economia circolare”.
L’avvio dell’attività del nuovo lotto cade in un momento particolarmente significativo: non solo per i 30 anni della società festeggiati nel 2018, ma anche perché proprio in questi mesi il tema dell’emergenza ambientale e della gestione dei rifiuti è diventato di grande attualità nel dibattito nazionale. A fronte di una sempre maggiore richiesta di spazi per lo smaltimento di rifiuti speciali, in Italia si assiste a un sostanziale blocco di ogni tipo di piano dedicato, con la conseguenza diretta dell’innescarsi di situazioni-limite che portano all’emergenza.
Al di là del valore economico che verrebbe generato da un adeguamento impiantistico sia per i rifiuti urbani sia per quelli speciali, non si deve dimenticare, infatti – si legge in una nota di Barricalla - che esiste un valore da cui non si può prescindere: la salute dei cittadini e la preservazione dell’ambiente”.
Non fare impianti, non trattare adeguatamente i rifiuti, non mettere mano, aldilà delle ideologie e degli estremismi che tengono in scacco il nostro Paese, significa, nella più rosea delle ipotesi trasferire il valore che noi potremmo generare ad altri Paesi e in quella più fosca aprirci a una nuova stagione di disastri ambientali” ha commentato Alessandro Battaglino.
Il presidente ha aggiunto: “Dovrebbe essere chiaro che il traffico clandestino di rifiuti è solo il risultato di tre cose: impianti legali che mancano, prezzi di conseguenza assai alti, burocrazia. Caratteristiche che in qualsiasi settore creano inevitabilmente un mercato parallelo, illegale e difficile da controllare e che penalizza le imprese in regola. Se non ci saranno più Barricalla, dove andranno a finire i rifiuti speciali pericolosi?
Proprio nell’ottica dell’economia circolare è stata annunciata l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico della potenza di 1,7 megawatt, che sarà installato sui lotti III e IV di Barricalla, permettendo così la produzione di energia pulita per altre 700 famiglie per un anno intero e aumentando sensibilmente la fornitura prodotta dall’attuale impianto posto sul lotto I e II, arrivando così a servire complessivamente 1.100 famiglie.

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