Ribaltone alla Bim Banca Intermobiliare lasciano il presidente e l'ad Colafrancesco

Maria Paola Clara, candidata alla vice presidenza
Bim Banca Intermobiliare 
Gran ribaltone alla Bim Banca Intermobiliare. Il presidente Maurizio Lauri e l'amministratore
delegato, il torinese Matteo Colafrancesco (ex numero 1 di Fideuram) hanno comunicato la loro indisponibilità a un nuovo mandato. Lo hanno fatto, alla vigilia dell'assemblea dei soci, dopo aver esposto all'azionista di controllo, il veicolo irlandese Trinity Investment gestito da Attestor Capital, “la conseguita messa in sicurezza della Banca per il tramite sia di diverse operazioni straordinarie che della migrazione informatica nonché della revisione dell'attività corrente”.
Trinity Investment, che possiede l'89,16% del capitale della private bank torinese di via Gramsci, all'assemblea dei soci in programma il 30 aprile, proporrà di eleggere presidente il tedesco Jurgen Dennert (ex top manager Unicredi) e come vice presidente la torinese Maria Paola Clara, già consigliere di amministrazione.
Nella lista dei nove candidati presentati da Trinity Investment figura anche un'altra torinese, Elisabetta Pizzini, oltre che Claudio Moro, già amministratore delegato e direttore generale di Banca Leonardo e, perciò, probabile nuovo numero uno operativo della Bim.
Nella seconda lista, redatta dai soci Pietro d'Aguì (2% delle azioni), Gianclaudio Giovannone (0,129%), Gianfranca Cullati (0,283%), dalla lussemburghese Rodrigue (0,496%) e dalla Ciper (0,035%), che fa riferimento allo stesso D'Aguì, i tre candidati sono tutti avvocati torinesi: Emanuele Canavese, Mara Teresa Di Chio e Costanza D'Ormea.
La candidata alla vice presidenza Maria Paola Clara, laurea in Fisica sotto la Mole e Sda alla Bocconi, dal 2016 è senior advisor di Classis Capital sim ed è stata, fra l'altro, presidente di Finanza & Futuro (Deutsche Bank). Quanto a Elisabetta Pizzini, laurea in Business Administration a Torino, poi studi alla Columbia University, è direttore Business development alla The Flow, impresa inglese di software.
La Bim ha chiuso il bilancio consolidato 2018 con una perdita di 153,7 milioni, con conseguente decremento del patrimonio netto attestatosi a 80,8 milioni. Il patrimonio netto contabile individuale di Banca Intermobiliare ammonta a 75,1 milioni, circostanza che, pur in presenza di un elevato livello di fondi propri, conferma il perdurare della situazione di cui all’art. 2446 del codice civile.
Il portafoglio crediti netti verso la clientela a fine 2018 è pari a 304,8 milioni, di cui 229,8 milioni per impieghi vivi e di 44,5 milioni per attività deteriorate. Il Cet1 è diventato del 19,7%.
Dalla Bim ha recentemente riferito che: “Le incertezze fisiologicamente legate alla realizzazione del piano industriale nel 2019, unite alle decisioni, non ancora pervenute, che l'Autorità di Vigilanza potrebbe assumere nell’ambito della Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) Decision, hanno indotto il socio di maggioranza a rappresentare formalmente alla Banca il supporto con cui si impegna a intervenire, ove si rendesse necessario, con operazioni di rafforzamento patrimoniale, in modo da assicurare che, nell’arco dei prossimi dodici mesi, siano rispettati i coefficienti patrimoniali regolamentari”.

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