Nuove iniziative del Politecnico di Torino per aumentare la quota "rosa" di ingegneri

Claudia De Giorgi, vice rettore
Sono oltre 4.000 le aspiranti matricole attese all’edizione 2019 del Salone dell’Orientamento del Politecnico di Torino, organizzato per aiutare tutti gli studenti a compiere una scelta consapevole per il proprio percorso di studi e a conoscere meglio l’Ateneo, grazie anche alle attività dei suoi team studenteschi.
“Il Politecnico di Torino sta cambiando, per garantire alla sua popolazione studentesca una formazione che sappia rispondere alle sfide del presente e a quelle che verranno”, ha spiegato Guido Saracco, il rettore. Che ha aggiunto: “In questa direzione, abbiamo intenzione di potenziare le modalità didattiche più innovative e coinvolgenti, con la persona al centro del processo di apprendimento, responsabilizzata e messa nelle condizioni di sperimentarsi e mettersi alla prova, anche in contesti meno tradizionali di quelli della lezione frontale, come ad esempio i team studenteschi”.
“I nostri laureati e laureate – ha detto ancora Guido Saracco - saranno capaci di lavorare in modo multidisciplinare, per risolvere problemi articolati: proprio le caratteristiche richieste dalla complessità del mondo in cui viviamo e, di conseguenza, anche dal mercato del lavoro, come dimostrano i risultati occupazionali estremamente positivi per il nostro Ateneo”,
Nel prossimo anno accademico, saranno 23 i corsi di laurea triennale e 30 i corsi di laurea magistrale offerti dall’Ateneo nelle aree dell’ingegneria, dell’architettura, del design e della pianificazione territoriale, con due importanti novità: la prima è rappresentata dal nuovo corso triennale in Tecnologie per l’industria manifatturiera, finalizzato alla formazione di una figura professionale, che possa essere inserita rapidamente nel mondo del lavoro, rispondendo pienamente alla richiesta delle aziende, soprattutto pmi, interessate a profili professionali più multidisciplinari, formati alla soluzione di problemi complessi attraverso il learning by doing e il learning by thinking, attività pratiche di laboratorio e attività progettuali.
L'altra novità riguarda il secondo livello ed è il corso di laurea magistrale in Data Science and Engineering, che risponde a una forte domanda di formazione in questo settore da parte delle aziende.
L’offerta didattica del Politecnico di Torino continua ad attrarre studenti e studentesse da tutta Italia e dall’estero: è in continua crescita il numero di coloro che scelgono di affrontare il test per l’accesso ai corsi di laurea dell’Ingegneria, del Design e della Pianificazione nelle prime prove disponibili; quest’anno già circa 4.500 ragazzi e ragazze lo hanno sostenuto sia in sede che all’estero, in Argentina, Cile Perù e Cina, mentre sono più di 1.650 gli iscritti alla successiva.
“La crescente domanda costituisce per l’Ateneo motivo di soddisfazione e, nel contempo, consapevolezza di un ruolo da affrontare con grande senso di responsabilità. Per venire incontro a chi intende iniziare con noi il percorso formativo universitario, il Politecnico quest’anno ha deciso di aumentare di circa 200 unità il contingente del numero programmato sui corsi di laurea di primo livello, anche sfruttando il ritorno nella sede di Mondovì, dove sarà attivato il primo anno comune dei percorsi di Ingegneria” ha commentato Sebastiano Foto, vice rettore per la Didattica.
“Per quanto riguarda i corsi di laurea magistrale – ha aggiunto - la crescita di oltre il 20% registrata per le immatricolazioni nel 2018-19, conferma il crescente interesse anche per chi proviene dai percorsi di primo livello di altri atenei italiani e stranieri e guarda al Politecnico come luogo per completare il percorso formativo in vista dell’inserimento nel mondo del lavoro”.
Il salone dell’Orientamento è l’occasione per presentare anche una nuova iniziativa del Politecnico per favorire le iscrizioni femminili nei corsi di Ingegneria. “Ad oggi, la percentuale delle ragazze iscritte nei corsi STEM (Science, Technology, Engineering and Math) del nostro Ateneo è ferma al 25% del totale: l’Ateneo è profondamente convinto che le iniziative mirate alla gender equality in questo ambito siano lo strumento per accedere a un capitale umano prezioso, a cui la società del futuro non può rinunciare”, ha spiegato Claudia De Giorgi, vice rettore per la Qualità, il Welfare e le Pari Opportunità.
Per questo, il Consiglio di amministrazione del Politecnico ha stanziato oltre duecentomila euro da destinarsi a iniziative rivolte alle ragazze, che si sono concretizzate in una prima azione di promozione, sotto lo slogan “We are HERe”: un claim che vuole rappresentare il supporto da parte delle studentesse già presenti in Ateneo alle future matricole donne, ma anche la possibilità concreta di realizzare un sogno, quello di essere donna e ingegnere.
La campagna è nata proprio dalla creatività studentesca, coinvolgendo 70 studenti e studentesse dell’ateneo, suddivisi in gruppi misti, nell’hackaton “She hacks PoliTo”: una maratona di due giorni che ha permesso loro di riflettere sulle motivazioni che potrebbero spingere una ragazza a iscriversi al Politecnico e su come superare i pregiudizi e i timori ingiustificati che potrebbero farla dubitare nella sua scelta.
Il progetto “We are HERe”, del team Unexpected (Daniele Antoci, Emanuela Centra, Simona Ferraro, Serafina Russo e Fernando Zarra), si è aggiudicato il primo premio assegnato da una giuria di esperti che ha coinvolto anche le principali destinatarie della campagna, le studentesse delle scuole superiori.
Un’ulteriore iniziativa presentata al Salone e sempre originata dalla creatività studentesca dell’Ateneo sono le due web serie vincitrici del concorso “Policulturali, polietnici, polivalenti, poliedrici...in una parola POLITECNICI”, proposto dalla Fondazione Mike Bongiorno, che ha finanziato due borse di studio per la realizzazione di un breve format video dedicato alla figura dell’ingegnere e al valore della formazione politecnica nell’attuale contesto socio-economico con particolare attenzione agli aspetti multiculturali e internazionali.
Hanno vinto il concorso il progetto “In tre viste”, di Eugenio Mundula, che si è classificato al primo posto e “PoliIntervistaTO” di Giulia Vilardo e Nicolò Vigna, al secondo posto

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